Basket

A-2, Agrigento sogna con il talento di Cannon

Spesso, quando si parla di A-2, le attenzioni sono geograficamente rivolte verso le regioni attraversate dalla pianura Padana, che raccolgono praticamente tutte le big del campionato. Una prospettiva che rischia di mettere in secondo piano realtà e vissuti di grande valore. Spostiamo lo sguardo nel profondo sud, immergiamoci nell’atmosfera caldissima del PalaMoncada, dove domenica pomeriggio andava in scena l’inedito derby Agrigento-Orlandina: un appuntamento davvero super, per scaldare il campionato fin dalla prima giornata anche in terra sicula. Si attendevano emozioni e spettacolo, ma la pallacanestro una volta ancora non ha perso occasione per stupire, andando al di là di ogni previsione. Ok partita combattuta, ok due squadre che non mollano fino all’ultimo: difficilmente però si potevano immaginare 50’ minuti di gioco, addirittura due supplementari prima di decidere il match, scene ed emozioni degne di una serie playoff. Un susseguirsi di parziali e contro-parziali, ora avanti l’Orlandina, ora Agrigento, giocate mozzafiato da una parte e dall’altra. Di rincorsa in rincorsa, al 40’ il tabellone si blocca sull’81 pari, al 45’ sull’89-89. Nessuno vuole mollare, ma in questi momenti basta poco per svoltare la gara: Agrigento trova le scelte giuste, per l’Orlandina è la prima sconfitta (105-99 il risultato finale). “Se iniziamo così, chissà le prossime…” mormoravano i tifosi fortitudini all’uscita dal palazzetto, attoniti e frastornati dallo spettacolo appena vissuto: negli occhi ancora vivida l’immagine del giovane Amir Bell, trasudante adrenalina, ad arringare la folla a fine gara.
cannon — L’epica ha bisogno di eroi e Jalen Cannon è il volto di questa impresa, con numeri da vero guerriero: 41’ in campo, 26 punti, 10/13 da due, 6/7 ai liberi, 12 rimbalzi, 3 recuperi, 2 assist, 39 di valutazione. E il salvataggio in extremis su Triche, che ha evitato il k.o. sul finire del primo overtime. Applausi meritatissimi, per questo ragazzone che rappresenta un caso unico nella storia della società: mai, prima di lui, si era riusciti a confermare un americano, visto che esplodevano nella valle dei Templi, per poi emigrare in altre piazze. Jalen ha creduto nel progetto, la società in lui per ripartire, dopo la terza annata consecutiva in cui si è centrato l’obiettivo playoff. Con lui sono rimasti in sei, quasi tutti uomini chiave: Pepe, Evangelisti, Guariglia, Cuffaro, Zilli, Ambrosin. Il mercato è stato chirurgico, il d.s. Cristian Mayer ha puntato su giovani di alta qualità: il rookie da Princeton Amir Bell, primo playmaker Usa nella storia della società; Edoardo Fontana, miglior under 21 della scorsa serie B; Paolo Nicoloso, promettente 2000 pescato in Friuli. In più Dimitri Sousa, italo-brasiliano giramondo con trascorsi in NCAA. Coach Franco Ciani, all’ottavo anno consecutivo, non si discute. Dopo un pre-campionato a km zero, che in Sicilia è un obbligo se non vuoi scialacquare il budget, l’avvio non poteva essere migliore.
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