Basket

A-2, Ravenna elettrica ospita Verona in ascesa

La dodicesima di A-2 regala uno scontro davvero avvincente al Pala De Andrè tra Ravenna e Verona, rispettivamente settima e quarta nel girone Est, provenienti da vittorie sofferte e rocambolesche: i romagnoli hanno strappato i due punti nel match casalingo con Jesi, tra le polemiche per le scelte arbitrali nel finale; i veneti invece hanno rischiato grosso davanti al proprio pubblico contro Montegranaro, spuntandola soltanto grazie ad una tripla clamorosa di Henderson sulla sirena.
qui ravenna — Ad inizio stagione il club romagnolo avrebbe messo la firma per ritrovarsi in questo momento in piena zona playoff, con un bottino di sei vittorie e cinque sconfitte. Ora in realtà, alla luce dell’andamento di questi mesi, la squadra di coach Mazzon può mordersi le mani per qualche punto alla portata letteralmente buttato: in particolare pesa la sconfitta di Cagliari, una gara in pugno e poi inspiegabilmente persa. L’asse offensivo è la coppia Usa Smith-Hairston: contro Jesi hanno segnato 58 punti in due, in media ne assicurano 34.8. Laganà è il perno del gioco, pur non essendo un playmaker puro; Montano schierato nello starting five e liberato dal peso della regia viaggia in doppia cifra quasi costante: per lui 11.5 di media con il 44% da tre, mai così bene in A-2. Cardillo, Gandini e il solito Masciadri portano esperienza e quantità, mentre interessante è la crescita dei giovani, entrambi in prestito dalla Virtus Bologna: il play Rubbini (classe ‘99) è appena rientrato dal raduno della Nazionale U20, mentre l’estone Jurkatamm (2000) sta finalmente carburando, dopo un avvio difficile. L’obiettivo sono i playoff, mentre le Final Eight di coppa attirano pochino: contro Verona (club in cui Mazzon esordì da head coach) servirà una gara al top per spuntarla, specie in fase difensiva, dove Ravenna non è di certo tra le migliori (85.2 punti subiti a gara e 98.4 di valutazione concessi).
qui verona — Immaginate com’è calda la piazza scaligera dopo cinque successi di fila, che l’hanno proiettata in poche settimane verso i primi posti in classifica. Il modo in cui è maturata l’ultima vittoria, in rimonta e con un buzzer-beater di pura classe, ha alimentato ancora di più l’entusiasmo del tifo veronese. L’avvio di stagione non era stato granché, con appena due successi in sei gare e le sconfitte negli scontri diretti con Fortitudo, Forlì e Treviso, nei quali Verona aveva comunque dimostrato di poter lottare alla pari. Serviva tempo per assimilare il lavoro di coach Dalmonte e creare l’amalgama degli spogliatoi vincenti: oggi c’è un gruppo che gioca insieme e distribuisce le responsabilità in modo equilibrato, mandando sistematicamente 4-5 giocatori in doppia cifra. La squadra che funziona valorizza anche i singoli: Candussi è il primo italiano tra i marcatori, con 15.5 di media; Severini è il re delle triple con il 52.9%, Henderson infallibile dalla lunetta (93.3%); Udom è tra i migliori in area, con 8.9 rimbalzi a gara. A Ravenna non sarà una gita di piacere, nonostante l’arte bizantina meriti senza alcun dubbio.
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