Basket

A Ovest niente di buono Da lì sette eliminate su 8

Sono otto le squadre ancora in corsa nei playoff di A-2: per loro l’adrenalina sta salendo, i quarti di finale sono al via. Ce ne sono altre otto per le quali invece sono appena iniziate le vacanze: le eliminate degli ottavi, sette delle quali (come l’anno scorso) provengono dal girone Ovest. Non tutte vivono questo momento allo stesso modo: per alcune era già un successo qualificarsi per la post season; per altre invece le ambizioni erano superiori e si sono infrante contro la realtà. Ecco una panoramica situazione per situazione.
le appagate — Treviglio poco più di un mese fa si stava chiedendo cosa fare nel caso di una retrocessione: l’arrivo di Frazier e le cinque vittorie di fila hanno stravolto ogni aspettativa. La salvezza era più che sufficiente, dopo una stagione altalenante e ricca di cambi in corsa. I playoff sono stati un gradito regalo: contro Trieste francamente le possibilità di passare erano prossime allo zero. Per Agrigento il discorso è piuttosto simile: era l’anno della ripartenza per la squadra di coach Ciani e la salvezza matematica era l’obiettivo prioritario. I playoff, conquistati con una grande gara a Roma, sono stati un ulteriore riconoscimento: la Fortitudo Bologna però è di un altro livello e – proprio come un anno fa – non c’è stato nulla da fare. Jesi è l’unica eliminata del girone Est, ma aveva già compiuto un mezzo miracolo agguantano la qualificazione dopo nove anni: forse gli uomini di coach Cagnazzo potevano allungare la serie, ma Casale è più attrezzata e avrebbe comunque vinto. Con un roster così corto e la benzina in riserva, Rinaldi e compagni si sono meritati ampiamente gli applausi tributati alla fine dai loro tifosi.
le deluse — Come lo scorso anno, Biella abbandona al primo turno: stavolta coach Carrea aveva una squadra meno profonda e completa, ma la serie contro Montegranaro era alla portata e si poteva passare il turno. Decisiva la sconfitta casalinga in gara-1, che ha aumentato la pressione e girato l’inerzia emotiva a favore dei marchigiani. Più che delusa, Scafati è arrabbiata: la stagione regolare è stata di altissimo livello e – se non fosse stato per gli infortuni e qualche giro a vuoto – probabilmente avrebbe chiuso prima nel girone Ovest. I playoff invece non sono stati all’altezza, nonostante il 2-0 iniziale: con Spizzichini e i due stranieri acciaccati e fuori forma, alla lunga la differenza con Ferrara è emersa implacabilmente. I campani non puntavano alla A, ma i quarti erano obiettivo raggiungibile. Anche Legnano non può essere contenta: lo 0-3 contro Verona non rende giustizia al lavoro e all’impegno profusi dai ragazzi di coach Ferrari, che sono stati capaci di confermarsi nuovamente ad alti livelli, nonostante un roster molto rinnovato (tre gli innesti dalla B). C’è il rammarico di aver affrontato i playoff senza Martini e con Maiocco e Tommasini non al top.
LE SODDISFATTE — L’eliminazione in gara-4 contro Udine non rovinerà il ricordo di una stagione indimenticabile e inattesa: per Tortona e i suoi tifosi la conquista della coppa Italia rimarrà a lungo nei racconti come impresa memorabile e leggendaria. Con la fine dell’era Cavina, doveva essere l’anno-zero, invece coach Pansa è riuscito a creare subito un gruppo capace di stupire, non solo per la coppa: in campionato il Derthona ha fatto alta classifica dall’inizio alla fine, in post-season lo ha pagato. Soddisfazione anche per Trapani che, nonostante i molti alti e bassi, è riuscita a raggiungere la prima storica qualificazione alla coppa Italia e l’accesso ai playoff da sesta in classifica (miglior risultato dell’era Basciano). L’innesto in panchina di Parente ha creato il giusto entusiasmo per dei super playoff: ha portato Treviso a gara-4, sfiorando la vittoria in gara-1 al Palaverde e giocando una gara-3 perfetta. Di più non si poteva.
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