Formula 1

Arrivabene: "Più dettagli e basta paura di vincere per conquistare il titolo"

Stupito quasi commosso dall’affetto dei tifosi, Maurizio Arrivabene si è concesso, insieme all’a.d. Louis Camilleri, a un bagno di folla nella giornata conclusiva delle Finali Ferrari di Monza. “E’ pazzesco il calore dei tifosi, la cosa che mi ha fatto più piacere è stato quando uno di loro per incitarmi mi ha detto ‘non mollare, ci riproveremo l’anno prossimo’. Al suo fianco si è alzato un coro ‘Anno prossimo? Ma c’è ancora il titolo costruttori da vincere’ ..!”. E se il tifoso medio ci crede ancora malgrado davanti abbia una montagna da scalare, i 55 punti di divario dalla Mercedes già iridata con Lewis Hamilton, corre d’obbligo anche per la squadra farlo: “Trasmetterò questo messaggio a Maranello e lo farò anche giovedì a Interlagos a quella parte del team che si trova già in Brasile”.
camilleri defilato — Anche ai piloti, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen che hanno disertato la trasferta monzese. Un peccato soprattutto per il finlandese che avrebbe salutato per l’ultima volta il pubblico con la tuta rossa Ma che se restano ancora due gare e un titolo da assegnare. Per la rossa è tempo di bilancio. Sarebbe stato opportuno che in una simile occasione avesse parlato anche Camilleri, ma ha preferito lasciare appunto la scena ad Arrivabene. “Era dal 2010 che non si vincevano così tante gare e appunto c’è il Costruttori che è il titolo a cui Enzo Ferrari, ma anche Frank Williams e Ron Dennis, teneva di più. In Messico poi Vettel ha guidato da Vettel”. Insomma gli ingredienti per un buon finale ci sono.
Arrivabene, che cosa manca ancora per raggiungere la Mercedes?
“L’abitudine a vincere, per loro centrare una doppietta è la normalità, per noi un evento. Dobbiamo scrollarci di dosso la paura di vincere”.
Se l’anno scorso è mancata l’affidabilità, quest’anno che cosa ha fatto perdere il titolo?
“Forse la cura dei dettagli, la lezione che abbiamo imparato è che si vince e si perde tutti insieme. Ha commesso degli errori il pilota e seppure in misura minore anche il team”.
Vettel in particolare ha vissuto un momento davvero difficile.
“Se con Raikkonen basta parlare chiaro, Vettel invece va abbracciato. Deve sentire affetto. La botta di Monza dove voleva assolutamente vincere è stata dura da riassorbire, ci ha messo un po’ di tempo. E il calendario con le gare in serie di Singapore, Sochi e Suzuka, con tratti lenti dove eravamo inferiori ai rivali, non ci ha aiutato”.
L’anno prossimo Seb avrà a fianco Leclerc: ritiene che sia una coppia affiatata?
“Sì, che Charles abbia qualità lo sappiamo da un pezzo. Il primo contratto glielo ho fatto io nel 2016. Deve sfruttare questo anno per imparare, nessuno gli chiederà alcunché, se non di portare la macchina al traguardo. Cerchi di sottrarre i trucchi del mestiere a Vettel”.
E nel 2019 ci saranno grossi cambiamenti in squadra?
“No, non ho mai parlato di addii e di arriverderci! Faremo delle acquisizioni nelle aree in cui ci sia necessità senza fretta”.
Binotto resta?
“Una volta per tutte, certe cose che sono uscite (una cattiva relazione tra i due; n.d.r.) sono delle fake news messe in giro ad arte per destabilizzarci. E che mi rifiuto persino di commentare”.
Sono giorni caldi per la scelta del fornitore degli pneumatici, Liberty a giorni deve scegliere tra Pirelli e Hankook. Che posizione ha la Ferrari al proposito?
“La scelta non dipende da noi, ma personalmente non getterei via quanto di buono è stato costruito in questi anni”.
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