Calcio

Berisha: "Noi in Champions Che sogno! E io ci credo"

Chi ha carattere vero esce a testa alta dai momenti tosti. Berisha lo sa. E dall’errore sull’1-1 di Schmelzer prende il buono: “Un brutto colpo, ma rialzarsi è tutto. Oggi, dentro, sono più forte”. E sogna di restituire ciò che andò via con il Borussia Dortmund lo scorso 22 febbraio: “Abbiamo perso qualche punto di troppo, ma l’Europa è possibile. Possiamo giocarcela con chiunque, big comprese”. Per il salto di qualità, però, manca uno step: “Fare meglio contro le medio-piccole”. Nato in Kosovo il 19 marzo 1989, per il gigante di Pristina c’è la Svezia nel gennaio 2008. Col Kalmar diventa professionista, 5 anni dopo ecco il grande calcio: “Varie offerte. Tare fu decisivo, lo ringrazio”. A un passo da Chievo (“Firmai un pre-contratto che poi si annullò”), sì alla Lazio: “Impossibile rifiutare, ma dopo 3 stagioni dietro Marchetti volevo essere protagonista. Bergamo fu una nuova sfida, speravo in una chance per dimostrare il mio valore”. Da lì 83 presenze in maglia Dea e una crescita costante. Nelle mani e nella testa.
Berisha, qual è il livello attuale?
“L’esperienza aiuta molto, come gli errori. L’eliminazione con il Borussia ha fatto male a tutti, soprattutto al sottoscritto. Ho sofferto, ma quell’episodio ha rafforzato il mio carattere. Oggi sono felice e immagino qui il mio futuro. La società è ambiziosa e non si lotta più per la salvezza, non potrei chiedere di meglio”.
Siete in piena corsa per l’Europa.
“Dipenderà dalla nostra maturità. Abbiamo 28 punti, ne mancano 4-5 per aver subito troppo, compresi gol evitabili. La classifica è comunque buona, possiamo raggiungere i nostri obiettivi”.
Cagliari-Atalanta vale i quarti di Coppa Italia.
“E la possibilità di sfidare la Juve (impegnata oggi a Bologna, ndr). Come in campionato, vogliamo arrivare il più lontano possibile”.
Sì al portiere “regista”?
“Il calcio è cambiato, i piedi contano. Sto cercando di darci dentro, lo stesso Gasperini vuole che si parta da dietro. Quando c’è la possibilità non mi tiro indietro”.
A inizio stagione il titolare sembrava Gollini.
“Bravissimo ragazzo e ottimo giocatore, c’è una sana rivalità. Ho sempre lavorato per meritarmi un’altra occasione, voglio essere una sicurezza per i compagni”.
I top al mondo in questo momento.
“Lloris, Pickford, Handanovic e Oblak. In Italia? Oltre a Samir, dico Donnarumma. Il futuro è suo. Poi Cragno, nella reattività è eccezionale. E non dimentico il mio amico Strakosha”. Qui irrompe un ispirato Ilicic: “Ma vieni ad allenarti!”. Berisha, a parte nelle ultime due sedute per una sindrome gastrointestinale, tornerà titolare a Frosinone. Col Cagliari spazio a Gollini.
Sguardo al futuro: i sogni da realizzare.
“Giocare la Champions, sfiorata con la Lazio nel 2015 (k.o. ai preliminari con il Bayer Leverkusen, ndr), e conquistare un trofeo. Sarebbe il massimo farcela con l’Atalanta”.
Fotografia: Berisha tra una decina di anni.
“Con lo zaino in spalla, in giro a scovare talenti. E spero tanto di aver aperto una scuola-calcio in Kosovo”.
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