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Civitanova si salva a Monza solo al tiebreak

modena-padovA 3-0 (25-23, 25-18, 31-29) — Modena prosegue tra alti bassi la sua marcia sicura vincendo l’ottava gara stagionale (Supercoppa compresa), unica formazione imbattuta della Superlega. Contro Padova la formazione di Velasco ha sofferto nel primo set, prenendo poi le distanze dai veneti nel secondo, recuperando dal 20-24 nel terzo quando gli ospiti ormai assaporavano il quarto parziale. La gara di stasera ha riportato alle memoria anche il confronto dell’anno scorso quando Padova venne a vincere al Palapanini contro una Modena che, senza Ngapeth (escluso dalla rosa per motivi disciplinari) stava iniziando ad accusare i primi problemi di una stagione complicata. Tornando al match di oggi, all’inizio il coach modenese lascia ancora a riposo Holt che segue la partita dalla panchina. In campo la diagonale Zaytsev-Christenson, al centro Mazzone e Anzani, in banda Kalibera e Urnaut, con Rossini libero. La Kioene Padova risponde con l’ex Travica e Torres, al centro Polo e Volpato, posti quattro sono Cirovic e Randazzo, libero La Fuente. Il primo punto è di Padova con l’errore di Kaliberda. Si prosegue punto a punto con le due squadre che sbagliano parecchio. Velasco deve cambiare nella parte finale le due bande, inserendo prima Pierotti per Urnaut e poi Bednorz per Kaliberda. Primo allungo di Modena sul 20-18, ma Padova con le battute del neo entrato Cottarelli, piazza un parziale di 3 a 0 con Cirovic (20-21). Sale in cattedra Zaytsev che mette pressione agli avversari in battuta, mettendo a segno i punti che consentono all’Azimut di chiudere a proprio favore sul 25-23. Nel secondo parziale cala Padova, cresce Modena nei fondamentale di attacco e ricezione, riuscendo a tenere sempre sotto controllo la situazione. Sbaglia tanto la formazione di Baldovin che non tiene il passo dei gialloblù, Brillano i 7 punti di Bednorz lasciato in campo da Velasco al posto di Kaliberda. Il match torna ad essere combattuto nel terzo. Padova ha un Randazzo in gran spolvero che Modena spesso non riesce a fermare. Subito avanti gli ospiti (6-3). I gialloblù recuperano sull’8 pari con il muro di Christenson. Padova risponde per le rime con il muro di Polo, l’ace di Cirovic e si ritrova a +4. Il doppio ace di Randazzo regala certezze a Padova che vede il traguardo sul 17-12. Modena rimane attaccata, ma ancora l’azzurro la respinge (22-18). Si perdono quasi dieci minuti per un video check chiesto da Modena (battuta out di Torres) che vale il 22-19 per gli ospiti che si portano addirittura sul 24-20. Sembra fatta. Con il muro e Zaytsev, in un amen l’Azimut si porta sul 24 pari. Si lotta punto a punto, entrambe sbagliano molto al servizio, Modena spreca alcune palle match (la prima respinta da Cirovic) ma riesce a tagliare il traguardo sull’attacco out di Torres. Finisce 31-29
(Paolo Reggianini)
trento-latina 3-0 (25-19, 25-20, 25-19) — L’Itas Trentino torna subito a correre dopo il ko di Civitanova e lo fa confermandosi in casa. Alla Blm Group Arena, ancora inviolata quest’anno, superando la Top Volley Latina in tre set e restando così nei quartieri alti della SuperLega. Confermata anche la tradizione favorevole contro i laziali, che non battono i trentini ormai da oltre quattro anni, dall’aprile 2014. Decisivo l’apporto dei centrali, con Candellaro (9 punti col 100% in attacco ed un muro) e Lisinac (Mvp, con il 50% in attacco e 5 muri) spesso decisivi. Ma in generale in attacco i trentini hanno viaggiato decisamente meglio di Latina. I sestetti al via sono quelli attesi alla vigilia, con Lorenzetti che torna ad affidarsi a Vettori e Russell fin dall’inizio. Tubertini invece prima ancora della battuta inaugurale del match inserisce Ngapeth per Parodi. Quattro punti consecutivi di Kovacevic (5-1) e Tubertini ferma subito il gioco, la fase break trentina mette subito una grande pressione addosso ai pontini (7-2). Il muro di Russell su Stern vale l’11-7, ma Latina appena riesce a tenere una buona solidità in ricezione riesce a restare in scia ai trentini. Il cambio-palla trentino riesce però più regolarmente ed i serbi di Trento sono ispirati: Kovacevic prima in attacco e poi Lisinac a muro siglano il 16-9. La differenza in battuta e cambio-palla (20-12) si fa sempre più marcata negli ultimi palloni del match, quelli in cui l’Itas conduce la barca in porto grazie anche ad un Vettori in crescita costante. La ricezione pontina inizia in affanno anche nel secondo set (5-1), ma appena si regola un po’ la seconda linea la Top Volley riesce a rimettersi in scia (6-5). La parità è servita sul 7-7 con Ngapeth, alcuni scambi lunghi si alternano ad errori da ambo le parti (12-11). Russell mette a terra il 15-12 costringendo Tubertini ad interrompere il gioco, proprio l’americano – protagonista in questo secondo parziale – mette a terra l’ace del 18-14. I laziali regalano qualcosa provando spesso a forzare in attacco e battuta (20-15), dal canto suo l’Itas riesce ad essere particolarmente reattiva in difesa ed a rigiocare. Riuscendo a gestire al meglio gli ultimi palloni fino al 25-20 conclusivo, grazie anche a tre punti consecutivi di Lisinac. In avvio di terzo parziale ci sono Barone e Gavenda in campo per Gitto e Stern, ma sono ancora i padroni di casa a partire meglio (5-2). Ma bastano pochi scambi, nei quali la seconda linea di Latina riesce a reggere bene, che Latina rialza la testa (6-7) costringendo Lorenzetti a fermare il gioco. A riportare avanti i trentini, al termine di un paio di scambi non pulitissimi, è Lisinac (10-7), Russell poi mura Gavenda per il 12-8 prima che Stern non riprenda il suo posto in campo. Latina in battuta fatica a mettere pressione all’Itas (17-11), cosa che ovviamente agevola non poco la squadra di Lorenzetti in questo terzo set, nel quale ancora una volta l’efficacia del servizio trentino alla lunga si abbassa. Palacios prova a tenere i suoi in scia (17-14) con un paio di ottime soluzioni in attacco, ma la fase break trentina continua ad essere efficace (20-16) quanto basta per dare all’Itas lo sprint verso i tre punti. (Nicola Baldo)
ravenna-castellana grotte 3-1 (25-22, 25-21, 24-26, 25-17) — Sei punti in tre giorni per la Consar, a metà tra voglia di facile salvezza e playoff conquistabili. Rispetto alla vittoria su Vibo, il 3-1 sulla Bcc Castellana è stato più faticoso e molto meno brillante, ottenuto su un avversario che ha confermato come la posizione di classifica attuale sia inevitabile. Troppi errori per i pugliesi, andamento a strappi e ricezione negativa. L’ex Renan ha fatto il possibile ma ha anche sbagliato molto, proprio come faceva qui. MVP Rychlicki, nonostante un leggero calo finale. Cronaca: equilibrio nella fase iniziale del primo set, con l’ex di turno Renan Buiatti che tiene testa al pari ruolo Rychlicki, salvo due errori che portano temporaneamente la Consar al doppio vantaggio sull’11-9. Castellana sorpassa (12-13) ma Poglajen in battuta non è d’accordo. Punto a punto ma Castellana spreca troppo al servizio e un errore di Renan lancia Ravenna sul 23-21 e chiude in pratica il parziale, siglato da due punti di Rychlicki. Per quantificare gli sprechi ospiti basta ricordare la percentuale d’attacco del 28% che è bastata a Ravenna per vincere. Secondo set con Lavia che non ingrana e gli ospiti più propositivi al servizio e a muro, tanto che sul 2-6 Graziosi è costretto al time-out. Lavia non è proprio in partita e sul 5-10 entra Raffaelli, cambio quindi a rovescia rispetto a tre giorni prima contro Vibo. Un match piuttosto modesto viene animato da un accenno di baruffa sotto rete per le esultanze reciproche troppo vivaci. A trarne vantaggio è Ravenna, che rimonta fino al 12-13 e poi sorpassa sul 16-15 proprio con Raffaelli. Tornano a galla i problemi dei pugliesi in ricezioni con due ace consecutivi di Rychlicki (10 punti alla fine per lui) e poco più avanti con quello del 24-21 di Poglajen, che precede di poco il muro di Verhees che chiude i conti. Anche nel terzo set parte meglio la Bcc (4-8) grazie alle bande soprattutto, poi però Falaschi appanna un po’ le sue scelte (11-13) e tornano di moda gli errori in casa Castellana, compresa una palla lasciata incredibilmente cadere dal neo entrato Studzinski su una battuta abbastanza innocua di Saitta (16-16). Ancora punto a punto ma sempre tanti errori al servizi per gli ospiti che alla lunga sembrano condannare la Bcc, ma all’improvviso si blocca la Consar: due errori di Rychlicki, battuta sbagliata del neo-entrato Elia, scelte rivedibili di Saitta e tutto si riapre con un break di 0-5. Ravenna riordina le idee, Castellana sbaglia e sul 9-6 si infortuna lo scioglilingua Mirzajanpourmourizaj, sostituito da Scopelliti: 13-9 con Poglajen al servizio, poi si appanna Rychlicki e per Saitta e in generale la Consar sono guai (18-17, break 0-3) . Aiutino ospite con servizio sbagliato, altro su ace soft di Saitta, poi bandiera bianca alzata senza reagire e break finale di 7-0, con muro finale di Verhees a chiudere.
(Sandro Camerani)
monza-civitanova 2-3 (25-16, 21-25, 26-24, 16-25, 13-15) — segue servizio
vibo valentia-perugia 0-3 (23-25, 20-25, 21-25) — Perugia cannibale anche il Calabria. Si mangia la Tonno Callipo e centra la sesta vittoria consecutiva rimanendo da sola in vetta alla classifica a punteggio pieno. Ai giallorossi non basta l’incitamento costante del proprio pubblico tornato a riempire quasi tutto il PalaValentia nonostante le distrazioni del mercoledì di Champions League. Non basta Skrimov versione Leon al servizio (cinque ace solo nel primo set) per capovolgere un copione già scritto. Leon fa da ago della bilancia nei momenti cruciali e quando la Callipo si riavvicina, il cubano la ricaccia indietro. Il tre a zero è così servito. “Metteteci il cuore” suggeriscono dagli spalti del PalaValentia i tifosi della Fossa Giallorossa. Perugia è però un concentrato di classe, tecnica, potenza. La stella Leon, il cui ingaggio vale l’intero sestetto della Tonno Callipo, piazza subito il primo ace lasciando subito a bocca aperta i sostenitori di casa. E mentre De Cecco distribuisce il gioco senza dare alcun punto di riferimento tanto è l’imbarazzo della scelta, Zhukouski si appoggia sovente ad Al Hachdadi e Skrimov, i principali bombardieri di Vibo che spara a salve, rintuzzata da muro e difesa. Così la capolista vola sul +9 in un giro completo in battuta (6-15). Ci prova allora Skrimov dalla linea dei nove metri a ridurre il gap. Il bulgaro indovina la serie vincente e tira fuori tre ace suonano come una riscossa. La Callipo si riavvicina pericolosamente (18-16) ed il set in bilico. Ci ripensano Lanza con un servizio vincente e Podrascanin con un muro a rimettere a posto le cose. Non è finita perché Skrimov si traveste da Leon e tira fuori altre due sassate che servono ad annullare altrettante palle-set. Ne resta una e Leon non se la sfuggire mettendo a terra la palla del 25-23. Ad una coraggiosa Callipo non bastano insomma i cinque ace di Skrimov per fermare il “ciclone” Perugia che riparte forte anche in avvio di secondo set. Valentini ripropone Kadu in posto 4 per dare più peso specifico in attacco e Vibo resiste e resta quasi incollata. Perugia non scappa e viene quasi raggiunta quando in battuta si ripresenta il solito Skrimov (19-18). Poi sale in cattedra Leon che tira fuori dal cilindro tre punti consecutivi e porta i suoi a giocarsi ben cinque set-ball. Al secondo tentativo è 25-20 con Atanasijevic che ordina il cambio di campo per il due a zero Perugia. Sorpresa in avvio di terzo set. La Callipo mette per la prima volta il naso avanti con un primo tempo vincente di Vitelli che vale il 5-4. Fuoco di paglia perché la squadra di Bernardi non ha alcuna voglia di prolungare il suo soggiorno in Calabria e torna subito avanti. Si viaggia comunque punto a punto con una caparbia Callipo che prova ad rimanere agganciata al match. Lo strappo decisivo arriva con Podrascanin in battuta e per i giallorossi matura la quarta sconfitta consecutiva.
(Mimmo Famularo)
sora-milano 1-3 (25-22, 19-25, 17-25, 23-25) — La Revivre Milano da continuità al successo casalingo contro Castellana ed espugna il campo della Globo BPF Sora che da par suo, dopo aver vinto e convinto proprio tra le mura amiche contro Padova, incappa nel secondo scivolone consecutivo. I lombardi hanno impiegato un po’ a prendere le misure alla avversaria ma soprattutto al proprio gioco e, dopo un primo set in ombra, hanno affinato l’efficienza offensiva, approfittando in pieno degli errori dei padroni di casa e vincendo di rimonta facendo proprio il pieno bottino. Il primo set vede Sora allungare nella prima parte e dopo il pari trovato da Milano, si vive su un testa a testa fino al 19-19. Poi i padroni di casa trovano con Petkovic gli attacchi per scavare un minisolco che concretizzano con il muro dello stesso Petkovic che chiude i conti della prima partita sul 25-22, grazie ad un attacco molto efficace dei sorani (54%) contro il 36% dei lombardi. Nel secondo set c’è la reazione degli uomini di Giani che capitalizzano al meglio gli errori dei sorani, soprattutto in fase offensiva. Così dopo un momentaneo equilibrio, la Revivre piazza un’importate break portandosi sul 13-17 dopo gli errori in attacco di Petkovic e Joao Rafael. Barbiero toglie dal campo il palleggiatore titolare Kedzierski inserendo Marrazzo e Sora ricuce fino al 18-19. I lombardi con Aziz ed un errore di Nielsen scavano un nuovo minisolco che li pota con un ace di Sbertoli a conquistare cinque set point ed a chiudere con una schiacciata di Clevenot portando la loro percentuale offensiva al 63% contro il 38% dei padroni di casa. Nel terzo set la partita cambiare definitivamente volto, con Milano che trascinata in questa fase da un ottimo Aziz, il cui impiego era stato in forse fino all’ultimo minuto, dopo essersi tenuta in scia la squadra padrona di casa, allunga a metà set portandosi sull’11-15. Un margine che si dilata con Sora che sembra tirare i remi in barca in questa fase cedendo il set per 17-25. Più combattuto il quarto set nel quale Milano è sempre stata al comando tranne che nel 14-13 firmato Petkovic a metà partita. Milano riprende la testa con Kozamernik e con una pipe di Maar senza più lasciarla. Sora ci prova arrivando fino al 23-23 con i punti di Fey e di De Martino, ma proprio il muro, arma vincente in questo match per gli uomini di Giani che ne hanno firmati 12, consente alla Revivre di chiudere i conti sul 23-25 ancora con Kozamernik.
(Alessandro Biagi)
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