Moto

Crutchlow re del caos Scintille Rossi-Marquez

Tutto nebuloso: il cielo, il GP, le decisioni della direzione gara. Non però la legittimità della vittoria di Crutchlow. In Argentina si impone l’inglese della Honda di Cecchinello che trionfa davanti a Zarco e Rins dopo una gara a tratti surreale, con una partenza mai vista e un Marquez che na ha combinate di tutti i colori, fino a una penalizzazione di 30″ a gara finita per la collisione con cui manda gambe all’aria Rossi, al momento 6°. Andato a a porgere le scuse a Vale, però Marc viene respinto dal box della Yamaha. Scintille in vista ad alimentare una fiamma che sarebbe però bene non alimentare.
che caos — Il nastro d’asfalto come un tappeto verde; la pista come una mano di poker. A Termas de Rio Hondo va in scena un mix di azzardo, acume e proteste. Mentre ‘Jack’ Miller è l’Asso della qualifica, in gara la Scala Reale la porge Cal, che centra la terza vittoria in carriera e conferma due cose: in condizioni ibride o in gare caos è fra i migliori del lotto; la Honda è in grandissima forma. Senza offesa per nessuno salgono sul podio delle seconde linee che però hanno saputo sfruttare l’occasione di un GP complesso e difficile per tutti i protagonisti più attesi. Detto di Marquez, che con il ritmo in suo possesso avrebbe potuto vincere agevolmente se avesse tenuto a freno i nervi, giù dal podio c’è Miller, che precede Vinales e Dovizioso. Il forlivese corre in difesa e salva il salvabile, mentre il suo compagno Lorenzo non è pervenuto.
start ritardato — Si parla tanto di lotteria in questi casi e non potrebbe essere diversamente. Non tanto per la pista infida e il cielo nuvoloso, ma per il caos sollevato prima del via: quasi tutti decidono di cambiare le gomme rain in griglia a pochi minuti dallo spegnimento dei semafori e la direzione gara decide di differire lo start di 15′. Gara accorciata di un giro e proteste della Ducati Pramac perché Miller è l’unico ad avere già scelto le slick. La soluzione? Inedita. E pilatesca: tutti a fondo griglia con Miller solo in prima fila dalla pole. Una griglia di vantaggio per Miller, quindi, ma le emozioni non finiscono: a Marquez si spegne la moto prima del via e per riprendere la posizione commette un’infrazione. Che pagherà dopo.
la gara — Il via è tutto sommato lineare, ma al 2° giro Pedrosa è out, a terra in un contatto con Zarco, e poco dopo Marquez deve fare un ride through per la ‘retromarcia’ fatta per riallinearsi correttamente al via: da 1° scivola 19° e inizia una forsennata rimonta. Davanti si danno battaglia Miller, Rins, Zarco e Crutchlow che incrociano linee e posizioni nella battaglia per il successo. A 6 giri dal termine un errore dell’australiano lo mette fuori gioco e a -3 Rossi finisce nell’erba la sua gara, era 6°, dopo un’entrata molto più che garibaldina di Marquez. Seguiranno polemiche: più che la pariglia di quanto successo a parti invertite nel 2015, pare un altro capitolo della loro rivalità. Destinata forse a incancrenirsi di nuovo. Nel finale Crutchlow regge alla pressione di Zarco e coglie un bel successo, mentre Rins sorride e altrove emergono nubi di rabbia.
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