Calcio

Difesa Inter, ecco la fase 2 Pronti Dalbert e Ranocchia

Sette gol subiti nelle ultime sei giornate contro i due delle prime sei. La difesa dell’Inter non è più blindata come un caveau, ma Luciano Spalletti non si preoccupa. A scherzarci su, la differenza l’hanno fatta i famosi pali. Prima li prendevano gli avversari (tre la Roma), ora li centrano Perisic, Icardi (tre contro la Samp) e Vecino. Resta il fatto che, con l’eccezione del capolavoro di Napoli, Handanovic da ottobre ha subito gol da Benevento, Milan (2), Sampdoria (2), Verona e Torino.
Handanovic umano — A prescindere dal valore degli avversari, colpisce che questa flessione sia coincisa col varo della diga centrale Gagliardini-Vecino, che sulla carta dovrebbero dare più filtro e copertura di Borja Valero, salito sulla trequarti quando sono finiti nell’ombra Brozovic e Joao Mario. Difficile individuare una causa precisa – e doveroso sottolineare come alla fase difensiva debbano partecipare tutti -, ma attorno al totem Skriniar, che anche ieri in nazionale è stato impiegato a centrocampo, sicuramente là dietro c’è stato qualche calo anche individuale. Autore di parate miracolose nei match precedenti, contro Samp e Verona Handanovic è stato protagonista negativo sia nella lettura delle traiettorie aeree per i due gol doriani sia nell’inutile irruenza con cui ha abbattuto in area Cerci a Verona. Al Bentegodi la frittata è in comproprietà con D’Ambrosio, che dopo un avvio super ha faticato pure col Toro, soffrendo Ljajic e Ansaldi. Da sottolineare però che il rigore di Verona nasce da una svolta epocale in casa nerazzurra: basta rinvii alla viva il parroco, ora l’ordine è giocare la palla anche dalla linea di fondo. Certo, così si rischia qualcosa di più ma l’idea (costruttiva) è quella di far uscire l’avversario che poi – una volta che viene saltato il pressing alto – è costretto a lasciarti campo. E in effetti l’Inter con Milan, Napoli e Samp ha giocato per lunghi tratti un ottimo calcio.
Naga e miranda — Si è preso qualche pausa anche Nagatomo. Osannato contro la Samp per chiusure, tiri e cross alla Brehme, Yuto a Verona ha subito Verde e col Toro è rimasto spesso in scacco tra Iago e De Silvestri. Qualche piccola distrazione che ha fatto tornare in mente i blackout del passato. Stesso dicasi per Miranda, che a volte pare l’alunno del 22enne Skriniar. Col Toro è il brasiliano a uscire tardi su Iago – che segna malgrado sia accerchiato anche da Gagliardini, Vecino e lo stesso Skriniar -, ma più in generale la colonna della Seleçao sbaglia troppe uscite palla al piede e a volte pare indolente come un anno fa.
forze fresche — Piccole sfumature in un avvio di stagione che rimane strepitoso. E in fondo meglio dell’Inter (9 gol subiti) hanno fatto soltanto Roma (7, ma con una gara in meno) e Napoli (8). Spalletti, che sui movimenti e sulla sincronia della linea difensiva ha investito le prime settimane interiste per dare fondamenta solide alla casa, affronterà giustamente il problema a livello collettivo. Perché il primo pressing lo deve portare Icardi, Borja deve sporcare le linee di passaggio avversarie, Candreva e Perisic devono aiutare i terzini. Il tutto senza dimenticare che a breve si rivedrà Dalbert – reduce da due settimane di full immersion tattica in Pinetina – e avrà una chance Ranocchia. Anche perché Miranda è diffidato.
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