Basket

Donne, c’è Venezia-Ragusa Liberalotto: “Equilibrata”

Quando in palio c’è qualcosa di importante le promesse si sprecano: dallo spogliarello all’impresa leggendaria in cima a un monte con la bici. Andrea Liberalotto, trentottenne allenatore della Reyer Umana Venezia che mercoledì a Mestre tenta il clamoroso recupero nella finale di Europe Cup col fortissimo Galatasaray (parte da -22) e sogna lo scudetto, promette un mini concerto alle sue ragazze. Suona il piano per diletto. “Mi rilassa, prediligo cantautori italiani, da De Gregori a Ligabue, ma pure Baglioni e Vasco. Una passione che nutro in casa a Selvazzano Dentro (nei dintorni di Padova), dove ho il pianoforte e vivo con mia moglie Federica che il basket lo conosce davvero poco. Io, però, ho scelto il basket, mi sono immerso e se dovesse arrivare una vittoria in coppa o in campionato potrei mettermi a suonare per le mie ragazze”.
Il Gala, retrocesso dall’Eurolega, all’andata non vi ha dato scampo. Quigley ne ha fatti 37, Petronyte 25, ma ci proverete.
“È una squadra che ha grande esperienza a livello continentale e ha sei straniere. Insomma, è durissima, ma noi abbiamo vinto un “quarto” con un canestro all’ultimo secondo di Carangelo, abbiamo ribaltato la semifinale abbattendo il -20 dell’andata. Ora scaliamo questa montagna, sapendo che una finale capita rare volte nella vita”.
Lei è alla Reyer da 11 anni, dicono sia un “cocco” del presidente-sindaco Brugnaro.
“C’è stima. Ho cominciato con le giovanili, ho fatto il vice nella prima squadra che poi ho preso sei anni fa. La squadra ha un progetto importante, con italiane di qualità, e straniere di alto livello, ora diventate quattro con l’arrivo di Little sotto canestro”.
Dopo la coppa, Venezia non si ferma: l’attende una semifinale scudetto con Ragusa che si annuncia infuocata.
“Giochiamo le prime due in casa e questo è un vantaggio che ci siamo guadagnati. Giocando mercoledì col Gala, possiamo recuperare le forze e non viaggiare. Sarà una serie molto combattuta. Ragusa è una squadra che ha molta fisicità e ha italiane esperte come Consolini e Gorini e le straniere sono forti soprattutto in fase offensiva. N’dour mi piace molto”.
Potete schierare tre straniere, ne avete quattro. Chi starà fuori? Le candidate sono la nuova arrivata Little e la veterana Ruzickova.
“Sceglierò volta per volta, a seconda di chi vedrò meglio, si può fare partita per partita”.
In Europa avete giocato meglio che in Italia, dove c’è la macchia della semifinale di Coppa Italia persa con Lucca. Avete alternato prestazioni ottime ad altre opache e da Kacerik e De Pretto ci si aspettava di più.
“Ma va anche detto che sono al primo anno da protagoniste in A-1, in un grosso club, De Pretto in A-1 ha giocato un po’ a Parma e un anno a La Spezia lottando per la salvezza. Kacerik è molto giovane (‘96), sta facendo il suo. Il suo miglioramento passerà dalla condizione fisica ottimale. Ma stanno crescendo”.
Lei all’Umana ha il contratto in scadenza. Sensazioni?
“Della Reyer sono innanzitutto tifoso. Vorrei restare. A fine stagione parlerò con la società. Se, per caso, dovessimo separarci non mi dispiacerebbe un’esperienza all’estero”.
Male che vada c’è sempre il pianoforte. Per rilassarsi.
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