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Donne: Novara-Conegliano non si fermano in testa

Modena-Novara 0-3 (21-25, 20-25, 21-25)
Era la rivincita dell’ultima finale scudetto. Teoricamente un duello tra squadre dichiaratamente ambiziose e quindi sullo stesso livello. Questo sulla carta, perché sul campo se Novara risulta sempre essere una grande squadra, come ha dimostrato stasera, Modena è banalmente la brutta copia della formazione dello scorso anno, sia dal punto di vista tecnico, ma soprattutto caratteriale. E chi aveva illuso il presidente Cerciello di poter lottare per lo scudetto, dovrà rivedere certe previsioni perché ad oggi, questa formazione, è distante anni luce dalle big. Travolta da Scandicci, battuta stasera nettamente da Novara che scavalca in classifica Conegliano e Busto, sale a 14 punti al secondo posto, una lunghezza dietro Scandicci che viaggia col vento in poppa a punteggio pieno. Una vittoria convincente quella ottenuta dal tecnico di Novara, Massimo Barbolini, colpito nei giorni scorsi da un grave lutto (la scomparsa del padre), tornato stasera nella sua Modena per mostrare una Igor molto equilibrata in tutti i reparti che ha sempre tenuto salde le redini dell’incontro. La differenza si è vista fin dall’inizio. Primo set caratterizzato dai 7 punti di Paola Egonu e dallo ‘zero’ nel tabellino di Barun (si riprenderà con 18 punti negli ultimi due parziali), ex della serata e che ha lasciato posto proprio alla giovane azzurra. Un duello a distanza alla fine finito quasi in parità. In campo per Novara, Skorupa-Egonu, Piccinini-Plak, Chirichella-Gibbemayer, con Sansonna libero. La Liu Jo ha risposto con Ferretti-Barun, Bosetti e Montano, al centro Calloni (poi sostituita da Garzaro) e Heryman, con Leonardi libero. Modena tenuta a galla da Heyrman ma che fatica a passare con le sue schiacciatrici, mentre Skorupa gestisce a proprio piacimento il gioco delle campionesse d’Italia. Novara imprime il proprio marchio sul match nella fase iniziale del secondo parziale e vola avanti 21 a 13, sfruttando le amnesie delle giocatrici di casa e la vena di Egonu che mette a segno anche due muri. Gaspari è costretto a cambiare Ferretti con Pincerato (12-19) e poco dopo Montano con un po’ di orgoglio, riavvicina la Liu Jo con 4 punti di fila. Sul 17-21, Barbolini deve chiamare un timeout. Novara non è squadra che si fa impressionare da una timida reazione del genere e si riporta avanti con un rassicurante + 5 che manterrà fino alla fine del set. Modena è alle corde, prova a rialzare la testa in avvio del terzo set, riuscendo a reggere il confronto. Ma nel momento in cui Novara decide di accelerare, non c’è più partita. Egonu, mvp, chiude con 19 punti, ma anche gli 8 punti di Gibbemayer e Chirichella sono significativi. A parte Barun ripresasi dopo la falsa partenze, Liu Jo al di sotto delle attese, ma in perfetta linea con un inizio di stagione che registra già tre sconfitte dopo cinque giornate. E non bastano alcuni sprazzi di buona pallavolo per cancellare l’etichetta di grande delusa di questo campionato.
(Paolo Reggianini)
Bergamo-Conegliano 1-3 (18-25 25-22 17-25 19-25)
Conegliano non va in testacoda, aggancia in vetta Scandicci e lascia la Foppapedretti ancora mestamente a quota zero. Troppo ampio il divario tecnico, anche se l’incrocio ha visto – nel secondo periodo – l’ormai proverbiale sussulto rossoblù pur agevolato da un calo di tensione delle ospiti. “Pazienza”, del resto, è la parola d’ordine per il fanalino, un termine quasi obbligato in attesa del pieno recupero di Malinov e Sylla, gettate comunque nella mischia da Micoli in corso d’opera per far ritrovare ad entrambe il clima della contesa. Una contesa che, alla partenza dai blocchi, sembra aver poco da dire: Santarelli, infatti, giostra a piacimento le sue ragazze (Folie rimasta a casa, dentro Danesi a far coppia al centro con De Kruijf) che piazzano un 1-11 quando le mani sono ancora fredde. Dalla parte opposta si salva solo Paggi (4 punti di cui due muri) mentre è da matita rossa lo zero di Malagurski, così come il 15% in attacco che lascia ben poco spazio ad intepretazioni. Si riparte e da 3-8, un primo rilassamento dell’Imoco, porta al 7-9 che dura il tempo di certificare la serata da dimenticare del martello (9-14, sostituita da Battista). L’ovazione del Palasport è per il primo punto in campionato di Miriam Sylla che, con il pallonetto dell’11-14, ha il potere di “stappare” le compagne: gli applausi più fragorosi vanno alla capitana Paggi e alla sua vice Cardullo, versione Hi-Fi, con Acosta che fissa la doppia parità a 17 e a 18. Poi ci pensa ancora l’esperienza, stavolta di Marcon, a regalare il primo vantaggio (20-19) alle padrone di casa che diventa doppio su una ricezione lunga chiusa, manco a dirlo, da Paggi e triplo-sicurezza con un attacco di Battista. Se la Foppa resta in gara non è solo per una Conegliano ad intermittenza, bensì per una Popovic in evidenza fino al muro del 17-17. Momento nel quale la “professoressa” Bricio decide di salire in cattedra: la messicana, che aveva stampato il 13-16, infatti, diviene travolgente (9 punti, 77%) con una serie al servizio – condita da quattro strepitosi attacchi – per lo 0-8 che riporta avanti le gialloblù. Nicoletti si riprende dal precedente parziale (1 punto, 12%) e firma il 9-13 che diviene ben presto 11-17: con un simile gap impensabile un nuovo rientro delle orobiche, l’Imoco gestisce e intasca i tre punti.
(Federico Errante)
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