Calcio

Dybala, Pjanic e… Messi Le mosse Juve per la vetta

Alla caccia di vecchie (ma non vecchissime) sensazioni: dentro un mese che si rivelerà se non decisivo quantomeno indicativo, la Juventus ha 5 mosse in mente per poter riagganciare la vetta, per tornare dove era rimasta un campionato fa come negli ultimi sei. Seconda in classifica e con gli stessi punti (31) dopo 12 giornate del primo anno di Allegri, la Juve pianifica l’assalto alla testa della classifica ben sapendo che il Napoli viaggia alla grande, che l’1 dicembre c’è lo scontro diretto al San Paolo e che dietro il pensiero delle altre squadre è esattamente lo stesso. Niente di facile quindi.
1 DIFESA — Una volta era la miglior difesa, quella con la quale di solito si vincono i campionati. Oggi no. Oggi ha una potenza di fuoco devastante, vale a dire che di gol ne fa ne fa e ne rifà. Cambio di tendenza, ma Allegri vorrebbe anche tornare un po’ indietro nel tempo: prenderne meno e farne il giusto, i classici 1-0 insomma. I troppi gol subìti sono una dannata questione da sistemare: solo contro Cagliari, Chievo, Torino, Olympiacos, Fiorentina e Milan la Juve non ha preso gol: non poche ma su 17 partite stagionali (considerando anche la finale di Supercoppa italiana) sono un po’ troppe. Ovvio che dipenda anche dalla schermatura ma è chiaro che il pacchetto difensivo dovrà diventare ignifugo, considerando la striscia positiva di Rugani (mai ko quando è titolare) e la attesissima alternativa Höwedes, in arrivo. Gli altri? Tutti navigati: l’esempio mostrato contro il Milan (zero gol presi) dovrà tornare consuetudine.
2 DYBALA — Vive un momento di crisi, risolvibile con più semplicità nelle giocate e una forma più accettabile. Prima giornate da urlo (10 gol), ultime sei da grido di rabbia (1 gol): per Dybala serve una sterzata, e per fortuna che la ritrovata forma di Higuain è riuscita a mascherare un po’ la sua frenata. Ci saranno tre gare prima dello scontro con il Napoli: Dybala cerca il vecchio mantello dell’invincibilità. Ieri Paulo (a Mosca con la nazionale) ha inviato un tweet a Del Piero, presente lui stesso in Russia: gli ha chiesto una sfida su punizione. Bastasse questo per riattivarlo.
3 effetto samp — Il primo impatto con la ripartenza della stagione sarà quello contro la Samp: che viaggia come un treno e che sarà inevitabilmente – tanto più al Ferraris – un ostacolo gigantesco per tecnica, varietà, gioco, singoli e brillantezza. Un anno fa ci pensò Cuadrado (0-1); non trovare i tre punti sarebbe per la Juve un colpo da livido al morale.
4 barcellona — E in tutto questo cosa c’entra Messi? C’entra eccome, e non solo in quanto simbolo della super sfida del 22 novembre. In questo mese di fuoco, la Juventus dovrà cercare di battere il Barça in casa non solo per prestigio e gloria ma anche per due concreti motivi: 3 punti darebbero gli Ottavi di Champions aritmetici e permetterebbero ad Allegri di non andare a giocarsi la qualificazione al Pireo il 5 dicembre, tappa esattamente in mezzo fra le sfide al Napoli e all’Inter (9 dicembre). Insomma, rendere “innocua” l’ultima tappa-Champions contro l’Olympiacos diventa pensiero fisso.
5 pjanic — Per tutto questo piano non dovrà mancare Miralem Pjanic: il bosniaco ha subìto una botta piuttosto forte alla coscia destra a Lisbona, lo stesso Allegri è stato vago sul suo recupero dopo la sosta ma l’infermeria che via via si sta svuotando manda segnali buoni. Pjanic è fionda palesemente imprescindibile, e lo si nota soprattutto quando il gioco e l’avvio d’azione s’ingolfano senza il suo nuovo carburante da regista e dispenser. Sia chiaro, di alternative a metà campo ce ne sono ma come aziona l’interruttore il Mire di oggi, beh, pochi in giro.
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