Formula 1

Ferrari: motori e velocità Così il mondiale resta aperto

Ci aspetta un finale di stagione sicuramente incandescente: la classifica del mondiale piloti dopo il GP di Malesia (l’ultimo di una storia iniziata nel 1999) non deve trarre in inganno. Sì, Hamilton ha incrementato il proprio vantaggio da 28 a 34 punti, ma in questo momento non ha tra le mani la macchina più veloce: lo stesso Lewis se ne è reso amaramente conto ieri sul tracciato di Sepang perché dopo l’illusione della pole di sabato, quando la Mercedes sembrava aver trovato la luce in fondo al tunnel, il passo gara non è stato all’altezza neppure della Red Bull di Max Verstappen. “La Ferrari era più veloce di noi di 8 decimi”, ha sibilato il leader del campionato, prima di lasciare il circuito, con il volto tirato.
guasti da chiarire — Se a Maranello riusciranno a individuare con certezza che cosa ha provocato la rottura del condotto di alimentazione del compressore che ha impedito sabato a Vettel di qualificarsi e a Raikkonen di prendere il via della gara (sempre che trovi conferma la teoria che i guasti erano simili e della stessa natura), e a trovare subito un rimedio che ristabilisca quella affidabilità, che era stata sinora un punto di forza, beh da Suzuka in poi potremmo vedere anche un altro campionato.
motori freschi — Tanto più che, costretta dalle circostanze, la Ferrari affronterà le prossime 5 gare con power unit fresche, mentre la concorrenza per evitare di prendere penalità dovrà continuare a far ricorso ai motori già gettati nella mischia a Silverstone e a Spa. “Se pensiamo che da ora in poi basterà difendersi, abbiamo già perso il Mondiale”, ha sottolineato Toto Wolff. Parole cariche di preoccupazione che aiutano il Cavallino a ritrovare morale.
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