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Finale Civitanova-Perugia La Sir all'assalto dei tricolori

Domani alle 18 (alle 15 la finale per il terzo posto Trento-Modena) Perugia affronterà i campioni d’Italia di Civitanova andando a caccia del primo trofeo della sua storia, sarebbe il quinto per la Lube.
Civitanova-Modena 3-1 (16-25, 25-19, 25-23, 25-22) — I campioni non si arrendono, magari barcollano, ma non mollano, neppure dopo un primo set da incubo contro Modena. La Lube Civitanova nello stesso palasport dove aveva conquistato lo scudetto il 7 maggio, supera l’Azimut Modena (che aveva vinto le ultime due edizioni) e conquista la finale della Supercoppa Italiana, anche grazie alla prestazione di Osmany Juantorena. Modena parte e appoggiandosi molto su Urnaut e Sabbi e pochissimo su Ngapeth (appena tre attacchi nel primo set) travolge in maniera abbastanza agevole i campioni d’Italia nel primo set. La Lube ha l’attacco piuttosto scarico, mentre i gialloblù difendono tutto. Esattamente il contrario di quello che accade nel secondo: Sokolov scatenato assieme a Juantorena (71% in attacco per lui nel set) e l’Azimut va in crisi e Civitanova non ci mette molto a pareggiare i conti. Il terzo è un set equilibrato si lotta punto a punto, Modena un paio di volte sembra poter fuggire. Ma Kovar la bracca, Juantorena è ancora decisivo nella Lube e proprio sotto lo striscione Modena alza bandiera bianca sbagliando la battuta che dà il set ai marchigiani. Nel quarto set la Lube prende il sopravvento fin dall’inizio Modena ci prova, ma non basta. La Lube si ritrova ancora in finale, domani pomeriggio alle 18 troverà la vincente fra Perugia e Trento, in campo tra poco a partire dalle 19.
Perugia-Trento 3-1 (25-20, 25-18, 23-25, 25-22) — Perugia supera Trento in maniera abbastanza netta e si trova ancora in finale (sugli spalti anche uno striscione pro-Zaytsev, Mizuno mi può giudicare, sulla nota vicenda delle scarpe che lo hanno escluso dalla Nazionale agli Europei). Va sul velluto Perugia nella seconda semifinale. Fin dall’inizio con la battuta mette in difficoltà la ricezione della squadra di Lorenzetti che non riesce proprio a giocare (bisogna ricordare che ha cambiato la quasi totalità della squadra, solo Giannelli, Lanza e Chiappa sono stati confermati). De Cecco ispira i suoi tanti schiacciatori che non lasciano scampo a Trento. Nel secondo set è il muro a sbarrare la strada a Trento che viene letteralmente sommerso da Aaron Russell che da solo ne firma 4 (sono sei in totale). Lo stesso schiacciatore americano assieme ad Atanasijevic è il grande protagonista della serata. Quando sembra che non ci sia più nulla da fare grazie a Luca Vettori (8 punti in questo set e 86% in attacco) Trento riapre la partita con una serie di ace che portano al sorpasso, poi il muro di Trento accorcia le distanze. La partita si accende, ma Perugia ha qualcosa in più. Quel tanto che basta per essere ancora in finale a un anno di distanza da quella della scorsa stagione.
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