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Grebennikov, sfida da ex “Civitanova nel cuore ma vinco con Trento”

Per Davide Candellaro e Jenia Grebennikov sarà la prima volta. Per la prima volta contro quella Lube Civitanova che è stata la loro casa negli ultimi anni e dove hanno vinto tanto, giocando un numero spropositato di finali. “Andrò a Civitanova con tantissimo entusiasmo – commenta il libero francese – portando con me parecchi ricordi. Ho sempre avuto un bel rapporto con i tifosi della Lube, è la città dove abbiamo vinto lo scudetto e la Coppa Italia. Ho ottimi ricordi ma anche brutti, come le cinque finali perse nell’ultima stagione”.
Per lei Civitanova fu la prima vera esperienza in un top team di livello assoluto.
“Per me il primo anno fu incredibile, ero in mezzo ad una squadra di superstar. Io ero molto giovane, era la prima volta che giocavo in una squadra così. Porto la Lube nel cuore perché lì ho vissuto momenti incredibili. Abbiamo iniziato a scrivere la storia della Lube a Civitanova in questi primi anni”.
Cosa le hanno lasciato queste tre stagioni nelle Marche?
“La Lube mi ha insegnato a sopportare la pressione. Mi ricordo bene cosa diceva il presidente sempre, ‘noi ogni partita scendiamo sempre in campo per vincere’. Adesso io sono così, in ogni partita penso sempre a vincere non a prendere un punto o il massimo che viene. La Lube mi ha insegnato a lavorare per essere sempre al cento per cento e poter così aiutare la squadra”.
I ricordi più belli del triennio alla Lube?
“Io avevo un sogno che era giocare la final four di Champions League. E poi fare anche il Mondiale per Club. Grazie alla Lube li ho realizzati, peccato non essere riusciti a vincere ma siamo arrivati ad un passo in entrambe le competizioni. Scelsi Civitanova proprio per giocare questo genere di competizioni”.
In cosa è diversa questa Lube rispetto alla sua?
“Quest’anno hanno cambiato tanto ed in diversi ruoli, devono ancora abituarsi a giocare insieme ma hanno preso dei giocatori che sono dei top al mondo. La Lue è sempre stata competitiva e sempre lo sarà. Ancora non li abbiamo mai affrontati quest’anno, abbiamo visto solamente qualche video. Hanno una squadra sulla carta incredibile, devono solamente avere un po’ di tempo per diventare un gruppo al top come nelle ultime stagioni. Un po’ come noi, anche noi siamo un gruppo rinnovato, ci serve un po’ di tempo per arrivare al massimo delle nostre possibilità”.
Lorenzetti ha detto di andare a Civitanova non sfrontati ma a testa alta.
“Giusto, perché possiamo provare a prendere dei punti che sarebbero per noi importanti per qualificarci alla Coppa Italia. La Lube gioca in casa e sicuramente è un vantaggio, ma noi abbiamo tanta voglia di far vedere che ci siamo. Che non ci sono solamente Lube, Modena e Perugia: che noi con il gruppo e l’entusiasmo possiamo dimostrare di poter davvero dar fastidio a tutti”.
Anche perché l’Itas Trentino è reduce da un inizio di campionato molto positivo.
“Abbiamo iniziato bene è vero, ma ancora abbiamo degli importanti passi in avanti da fare. Rispetto ad altre realtà siamo più giovani, qui si vede che tutti hanno una gran voglia di lavorare e di fare il massimo per il gruppo. A Trento la pressione c’è ma è positiva, non c’è la voglia di rubare il posto in campo ad un altro o cose di questo genere. Ci sono 13 ragazzi che vogliono tutti aiutare la squadra e questo ci fa lavorare molto meglio in palestra. Un solo giocatore non può vincere da solo, noi vogliamo puntare sul nostro gruppo”.
In queste prime partite l’abbiamo vista anche sfornare palleggi e bagher per attacchi in pipe per nulla semplici, penso ad alcune giocate spettacolari che ha fatto con Kovacevic…
“Questa è una cosa che mi piace moltissimo. Con Uros ci troviamo davvero benissimo, perché lui è uno di quei giocatori che ti dice sempre ‘dammi la palla, dammela’, e mi dimostra di avere sempre voglia di fare punto. Questa è una nuova soluzione ma non improvvisata, la proviamo anche in allenamento, con Kovacevic ed anche con gli altri, cerchiamo di sviluppare delle soluzioni di gioco che, in caso di necessità, possano rendere la nostra pallavolo più varia ed imprevedibile. Angelo ci lascia molto liberi di sperimentare ma non di improvvisare, tutto viene comunque provato in allenamento ed è bello perché è un allenatore che ci dà fiducia”.
A livello ambientale passare dal mare delle Marche alle montagne del Trentino è un bel salto.
“Civitanova e Trento sono due città diverse, non tanto dal punto di vista pallavolistico perché sono ambedue società di altissimo livello. Trento è una città a misura d’uomo, io e la mia fidanzata ci troviamo molto bene e tutti mi hanno accolto benissimo. Era così anche alla Lube e penso sia una cosa molto bella degli italiani, appena arriva un ragazzo straniero come tante persone si adoperano per aiutarti e sostenerti”.
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