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Il politico Maar governa Verona: “Adoro Obama e la vostra storia”

Domenica Verona ha certificato la crisi di Trento. E la firma sul colpo esterno della squadra di Grbic è quella di Stephen Maar. Il 22enne canadese di Aurora (nella provincia dell’Ontario), alla seconda stagione in Italia — l’anno scorso a Padova —, è stato il trascinatore del 3-1. Per lui 13 punti (61% in attacco) con, a fine gare, il premio di mvp della partita. «E’ stato un risultato importante che ci rilancia e ci dà tanta fiducia per i prossimi impegni».
Come si trova a Verona?
«Molto bene, soprattutto con Nikola Grbic. E’ un grande uomo e un grande allenatore. Non possiamo fare altro che crescere».
Cosa le piace dell’Italia?
«All’Università in Canada ho studiato politica e storia. Quindi sono affascinato dalla vostra storia. E in questi due anni sto provando ad approfondire la cosa visitando diverse città come Firenze e Venezia».
Cosa le piace fare nel tempo libero?
«Scoprire ristoranti in compagnia dei miei compagni di squadra è una della cose che mi piace fare di più. Il mio piatto preferito è la pasta. Di ogni tipo. E poi leggo. Soprattutto riviste e giornali di politica ed economia».
Oltre alla pallavolo ci sono altri sport che segue?
«Sono canadese quindi in primavera ed estate mi piace guardare il baseball, le Major League. E poi l’hockey ghiaccio con l’Nhl e il football con la Nfl».
Quali sono quindi le sue squadre del cuore?
«Nel baseball tifo per i Toronto Blue Jays (ultimo titolo vinto nel 1993, ndr), nella Nfl sono per i New England Patriots (a febbraio hanno vinto il 5° titolo Nfl della loro storia, ndr) mentre nella Nhl simpatizzo per i Calgary Flames (una sola Stanley Cup vinta nel 1989, ndr)».
Le piace la natura?
«Molto. Sono nato in Canada, dove l’aspetto naturalistico è centrale. Qui a Verona uno dei miei rifugi preferiti è il Lago di Garda. Ne sono affascinato».
Sul braccio si nota un tatuaggio “importante”. Qual è il significato?
«E’ una preghiera. La recitavo con mia nonna quando ero piccolo. Quando è venuta a mancare faticavo a ricordarmela. Questo tatuaggio è in sua memoria. E’ scritto in tedesco perché è la stessa lingua in cui recitavamo la poesia. Lei era di origine tedesca».
Il prossimo impegno di Verona è contro la rivelazione Ravenna…
«Senza dubbio è la squadra sorpresa di questa prima parte di regular season. Non sarà una gara facile anche se va detto che nel campionato italiano non ci sono gare facili. Basta guardare i risultati. Latina ha perso con Castellana, poi però ha battuto i campioni d’Italia di Civitanova. Dobbiamo stare attenti e guardare al nostro processo di crescita».
Un americano, un canadese, un greco, due sloveni. Il roster di Verona è un mix di culture.
«Siamo un bell’esempio di integrazione. Certo nello sport è più facile. La cosa bella è la possibilità di conoscere e confrontare culture, abitudini, storie diverse».
E’ passato un anno dall’elezione di Trump…
«Diciamo che non è il personaggio politico che apprezzo di più. Preferivo nettamente Obama. Politico di spessore».
Dove si vede al termine della carriera da pallavolista?
«Ci sono due cose che mi piacerebbe fare. O intraprendere un lavoro in campo politico oppure diventare coach della squadra di pallavolo a livello universitario».
In estate con il suo Canada sarà protagonista dei Mondiali in Italia e Bulgaria.
«Sarà molto stimolante giocarli in Italia. Le nostre ambizioni sono in crescita dopo il 3° posto in World League. Ma questo è un capitolo che si aprirà più avanti. Ora c’è Verona».
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