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L’Italia spera nell’urna buona Serbia e Lituania da evitare

C’è fibrillazione nel team Italia per il sorteggio della World Cup 2019 che si terrà domani a Shenzhen, una delle otto sedi della rassegna iridata, sotto l’egida Fiba con tanto di spettacolo musicale. Il ritorno dopo 13 anni al Mondiale è l’evento dell’anno per la federazione guidata dal presidente Gianni Petrucci. In Cina la Fip è rappresentata dal Segretario Generale, Maurizio Bertea. Il sorteggio assegnerà le 32 squadre in 8 gironi seguendo il principio delle 4 fasce di merito secondo il ranking stagionale. La Fip confida nell’urna benevola che possa evitare gli azzurri squadre storicamente ostiche come Lituania e Serbia tra le big, Francia e Spagna sono superiori ma contro di loro l’Italia ha sempre fatto bene nelle partite ufficiali. Il c.t. Sacchetti, come ha dichiarato il giorno dopo la vittoria contro l’Ungheria che ha certificato la qualificazione, avrebbe voluto incontrare subito gli Usa per accendere le motivazioni dei suoi giocatori. Non li incrocerà, almeno nella fase iniziale, quella con 8 gironi da 4 squadre ciascuno.
da rio a sapporo — La prima partecipazione dell’Italia al Mondiale risale al 1963 nella rassegna di Rio De Janiero. Quella Nazionale guidata dal c.t. Nello Paratore e basata sul trio Lombardi-Vianello-Vittori si classificò al 7° posto. Il primo squillo arrivò a Lubiana, allora ancora Jugoslavia, nel 1970 col 4° posto ottenuto superando, per la prima volta nella storia, la squadra americana, infarcita di giocatori che militavano in Europa o che erano al primo anno di college (tra questi anche un certo Bill Walton). Un semigancio di Renzo Bariviera scolpì il 66-64 finale. Otto anni più tardi a Manila (Filippine) l’Italia centrò lo stesso piazzamento battendo ancora gli Usa (stavolta formata da giocatori-predicatori) ma cedendo nella finalina per il bronzo al Brasile con un canestro sulla sirena di Marcel, poi diventato un califfo nella nostra Serie A, beffò Meneghin e compagni (86-85). Le altre partecipazioni non hanno lasciato ricordi importanti. Nel 2006, a Sapporo, in Giappone, l’Italia di Charlie Recalcati chiuse al 9° posto dopo che nel girone di qualificazione aveva retto l’urto del Team Usa per 35’. In quella partita, Marco Belinelli, autore di 25 punti, si fece conoscere dalla Nba dove poi sarebbe approdato l’anno dopo arrivando a vincere il titolo con San Antonio nel 2014.
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