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Lorenzetti: “Lavoriamo per diventare un gruppo tosto”

Corsi e ricorsi storici. Per Angelo Lorenzetti queste situazioni di difficoltà non sono nuove. Stagione 2001/2002, l’allora Casa Modena del tecnico fanese perse quattro delle prime sei partite di regular season. Proprio come oggi. Dimissioni di Lorenzetti, respinte dalla società, che fece bene visto che poi a fine stagione Modena vinse poi lo scudetto. “Ogni situazione ha la sua specificità – esordisce Lorenzetti –. Quello era un gruppo composto da giocatori molto maturi, questi sono ragazzi molto bravi, ma che non hanno un percorso dietro di sé di situazioni di questo genere. Forse, in parte, solo Kovacevic l’anno scorso a Verona. E se non vivi una determinata situazione ti crei delle verità che non sono competenti. Con la squadra ci parliamo e ci capiamo, i ragazzi sono molto disponibili e sappiamo di essere in una situazione nella quale sappiamo cosa vogliamo, ma per ora non ci riescono”.
Come si gestisce una situazione così che non succedeva alla Diatec da oltre un decennio?
“Tanto dipende da come tu stai in campo. Indipendentemente dal punteggio, dalla classifica o da altro, è come tu stai in campo che ti aiuta o ti peggiora. I ragazzi ci stanno dando dentro con il lavoro quotidiano, ci aspetta un percorso non semplice ma loro lavorano bene e quando cadi devi essere bravo a rialzarti subito. Per riuscirci servono un gruppo tosto ed un ambiente importante. Quest’ultimo ce l’abbiamo, adesso lavoriamo anche per diventare un gruppo tosto. Quando affronti un periodo come questo, che non ti aspettavi, ma c’è, dobbiamo stare attenti non solo al discorso tecnico. Ecco perché oltre al lavoro in palestra parte di questi dieci giorni che abbiamo avuto dalla nostra ultima partita li abbiamo utilizzati anche per capirci e per sentirci. E per rimuovere certe cose che in questo periodo rischiano di accumularsi dentro”.
Undicesimo posto in classifica che rischia di pesare soprattutto a livello mentale.
“Certo, ma è più facile a dirlo che a farlo. Non puoi dire “giochiamo sereni”.
Bisogna piuttosto capire cosa fare con quella poca serenità che abbiamo prima di passare alla serenità, perché ogni contesto è diverso. Se, come in questo caso, la realtà è diversa dalle aspettative dentro discrepanza ci va ognuno di noi con le sue emozioni, abitudini, convinzioni. Provando, solamente con il lavoro di squadra, a buttare quello che non serve per tenere invece solo quello che serve. Ma non è un percorso questo che si fa in dieci giorni”.
Ed ora a prova di Perugia.
“Partita che affronteremo sapendo che per noi è un momento importante, ma fortunatamente non è l’ultimo di rilievo della nostra stagione. Può però segnare un passo in avanti per il nostro cammino. Se arrivi alla partita senza lavorare sul tuo quotidiano, allora in gara comanderà sempre il tabellone. Ora dobbiamo cercare invece di comandare un po’ di più noi. Finora in alcuni set ci siamo lasciati andare ed ora dobbiamo risalire. Margini di miglioramento ce ne sono ancora, ma non possiamo pensare troppo in avanti, dobbiamo ragionare sull’oggi. A quello che facciamo di buono e di meno buono. Attaccati alla situazione in cui siamo, altrimenti non capisci te stesso dentro a questo oggi”.
Venerdì si terrà il sorteggio dei gironi di Champions, per la Trento di oggi un impegno in più o un’occasione?
“Il campo per noi è un esame. Ed anche se ora hai accumulato sconfitte che pesano bisogna comunque studiare tutti i giorni per dare l’esame al meglio. E se si fallisce quell’esame allora tornare a studiare per ridarlo poi al più presto”.
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