Formula 1

Magia Vettel: pole in Cina Kimi gran 2°; Hamilton 4°

E’ dolce la colazione italiana: la lotta per la pole si risolve in un braccio di ferro tra i due piloti di Maranello che si risolve a vantaggio di Sebastian Vettel per soli 87 millesimi, tutti guadagnati nell’ultimo settore, dalla staccata del lungo rettifilo al passaggio sul traguardo, due curve e un rettilineo e mezzo. Per il leader del Mondiale il trampolino di lancio verso un terzo successo stagionale, il terzo consecutivo che fa tornare le lancette della storia indietro ai tempi di Michael Schumacher. “Macchina grande, macchina rossa”, ha gridato alla radio il tedesco dopo che dal box gli avevano garantito il sorpasso su Kimi Raikkonen, autore del miglior tempo nel primo dei due tentativi di qualifica. “Non è quello che volevo, ma domani la gara è lunga”, ha detto il finlandese non nascondendo la propria delusione. “Non ero stato perfetto al primo giro ma sapevo di avere margine”, ha invece sostenuto Seb.
mercedes annichilita — E la Mercedes? Annichilita sulla pista dove dal 2014 aveva sempre vinto: battuta proprio nelle condizioni che sulla carta dovevano favorirla perché il freddo (15 gradi la temperatura dell’asfalto) ha reso precaria l’aderenza delle frecce d’argento che hanno arrancato per tutta la giornata e Hamilton, recordman di pole, si è addirittura dovuto accontentare della quarta piazza alle spalle di Bottas. Davvero difficile immaginare che le frecce d’argento possano capovolgere il pronostico. Dietro le due Mercedes, le due Red Bull con Verstappen e Ricciardo, quindi Hulkenberg, Perez, Sainz e Grosejean.
in q1 — In Q1 subito Ferrari davanti con Vettel che precede Raikkonen di ben tre decimi; quindi Bottas, Verstappen e Hamilton nella stessa sequenza con cui si erano concluse le libere. Tutti con gomme ultrasoffici. Ma gli occhi sono tutti puntati sul box della Red Bull dove i meccanici sfidano il cronometro per riuscire a montare la power unit di Ricciardo in tempo: l’australiano esce quando mancano meno di 4 minuti alla bandiera a scacchi e centra il 13° tempo. La battaglia per evitare l’esclusione dalla Q2 vede vincere Hartley (Toro Rosso) su Sirotkin (Williams), Gasly (Toro Rosso), Stroll (Williams), Leclerc che ha provato anche il brivido di un testa coda all’uscita dell’ultima curva (era capitato pure l’anno scorso con la stessa Sauber al nostro Giovinazzi con conseguenze peggiori) ed Ericsson: escono così subito di scena le monoposto svizzere “brandizzate” Alfa Romeo.
la q2 — In Q2 si comincia a pensare in ottica gara: Ferrari e Mercedes scendono in pista con le gomme soffici con Raikkonen che fa meglio di Vettel, quindi Ricciardo (ultra), Bottas, Verstappen (ultra) e Hamilton. Al secondo tentativo Vettel e Raikkonen scendono in pista con le gomme violette ma è solo per saggiarne le condizioni in vista della battaglia per la pole, nessuno dei due completa il giro e dunque domani si schiereranno come Lewis e Valtteri sullo schieramento con le gomme gialle. Il disegno è quello di affrontare la prima parte della competizione con questo pneumatico per poi passare alla mescola media e giungere così al traguardo. Usando il party mode, il campione del mondo scende a 1’31”9, un decimo più lento il suo compagno di squadra. A completare la top ten un eccellente Hulkenberg (quinto con la Renault), Grosjean (Haas), Ricciardo, Verstappen con le due Red Bull, Perez (Force India) e Sainz (Renault). Escluso eccellente Alonso 13°, dietro Magnussen e Ocon. Fuori anche Vandoorne e Hartley
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