Calcio

Mediapro e il caso diritti tv Club preoccupati. Perché…

Il tema della governance, che per mesi ha fatto litigare i club, si è semplificato (ma non risolto) con la nomina del presidente. Tutti assieme appassionatamente. In realtà Claudio Lotito ha provato a rinviare l’elezione di Miccichè legandola a quella dei consiglieri, ma quella di ieri – si è rivisto pure Andrea Agnelli – doveva essere una giornata di festa. Così è stato. Anche l’adeguamento dello statuto ai principi informatori della Figc è filato via liscio, con 19 voti a favore e quello contrario del Napoli: dalla terza assemblea elettiva, da convocare entro 45 giorni, basterà la maggioranza semplice. Tutto bene, quindi? Non proprio. Ieri nei corridoi del quarto piano di via Rosellini c’era un po’ di agitazione. È pervenuta alla Lega, e in copia all’advisor Infront, una lettera di Mediapro, il colosso spagnolo che ha acquistato i diritti tv delle dirette pay della Serie A 2018-21 per 1050 milioni a stagione. Mediapro ha preso carta e penna esprimendo qualche perplessità sul parere dell’Antitrust che ha dato l’ok all’assegnazione ma ponendo delle condizioni che, in fin dei conti, erano già contenute nel bando cui Mediapro ha partecipato: bisogna operare da intermediario indipendente, quindi rivendendo i diritti agli operatori, senza sconfinare in un ruolo editoriale né tantomeno creare il canale tematico che era nei desideri dei catalani. Ci sono due correnti di pensiero a proposito della missiva. Gli ottimisti la vedono solo come una richiesta di chiarimento, con un incontro tecnico da tenersi nei prossimi giorni in modo da avere le idee più chiare su come operare da intermediario. Per esempio, c’è il nodo dei pacchetti: un passaggio del pronunciamento dell’Antitrust potrebbe indurre a pensare che Mediapro non possa modificare i pacchetti rispetto al bando di giugno se prima non abbia ricevuto l’avallo delle Authority, con dilatazione dei tempi (60 giorni), anche se i legali di Lega e Infront sono certi che la modifica dei pacchetti sia possibile senza pareri preventivi, a patto di rispettare le linee guida. Ma poi c’è un’altra interpretazione alla lettera di Mediapro.
PREOCCUPAZIONE — I pessimisti temono che gli spagnoli comincino a mettere le mani avanti perché il loro raggio d’azione, come intermediari, è troppo limitato e che vogliano rimettere in discussione l’accordo provando a convincere la Lega a fare il canale, più conveniente per l’auspicato ritorno dell’investimento. Diversi club sono preoccupati perché di questi tempi, di solito, si inizia già a bussare alle banche per farsi scontare i proventi futuri del contratto tv. Se per qualche ragione la vendita saltasse, resta sempre il paracadute di Infront, che ha garantito un miliardo ai club. Mediapro, dal canto suo, ha solo un modo per sgombrare i dubbi: in base agli adempimenti finanziari previsti dal bando, deve versare 50 milioni cash entro il 27 marzo e presentare nel giro di tre settimane una fideiussione da un miliardo (più Iva). Secondo quanto risulta all’Ansa, il presidente di Mediapro Jaume Roures è atteso in Italia da riunioni con UniCredit e Intesa San Paolo proprio per definire la pratica delle garanzie, oltre che per incontrare i potenziali sublicenziatari dei diritti Mediaset, Tim, Perform e Sky. Sono giorni decisivi sulla partita delle partite, quella dei soldi delle tv: è in gioco la tenuta del sistema.
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le più lette

To Top