Calcio

Milan-Uefa, partita aperta Il primo fronte è il mercato

Prima dell’Arabia Saudita c’è la Svizzera. Non per i giocatori del Milan – che dopo la sfida di sabato a Genova in Coppa Italia partiranno subito per Gedda – bensì per l’a.d. Ivan Gazidis. Non ci sono soltanto le gare sul campo, infatti, per il Diavolo, in questo gennaio insolitamente caldo: un match importantissimo si gioca anche a Nyon e Losanna. È una partita, va sottolineato, e non una battaglia legale: il club di via Aldo Rossi non intende rompere le relazioni con la Uefa. Semmai, tutelando la propria posizione, vuole dare pure un contributo nel processo che potrebbe portare a rivedere il Fair play finanziario come lo conosciamo oggi.
Anche perché, se il Tas dovesse dare nuovamente ragione al Milan – ritenendo ancora “non proporzionata” la sanzione che impone il pareggio di bilancio entro il 2021 -, darebbe indirettamente un colpo al regolamento adottato fin qui dalla Uefa. L’Adjudicatory Chamber del Club Financial Control Body, sanzionando il Milan, ha aggiunto anche una multa di 12 milioni e la limitazione della rosa europea a 21 giocatori per due stagioni, ma è ovvio che il nocciolo della questione siano i tempi di raggiungimento del break-even, giudicati troppo stretti dalla proprietà Elliott.
gli scenari — Che il Milan non voglia rompere le relazioni con la Uefa e non intenda andare semplicemente alla guerra è testimoniato dall’incontro di domani a Nyon. Che segue la partecipazione odierna dell’a.d. Ivan Gazidis alla riunione dell’Eca, l’associazione che rappresenta i club europei in sede alla Uefa. C’è un tema urgente: l’attuale situazione di stand-by sta complicando il lavoro al d.t. Leonardo e al direttore strategico Paolo Maldini sul mercato di gennaio. Dopo l’acquisto di Paquetà per 35 milioni più bonus (subito “bollato” dalla Uefa con una lettera spedita in via Aldo Rossi), ora ci si muove soprattutto per prestiti con diritto di riscatto. Un po’ limitante, per chi vorrebbe rafforzarsi per puntare alla zona Champions. Il Milan vorrebbe avere il tempo necessario per effettuare gli investimenti che il fondo Elliott è in grado di garantire, senza essere “strozzato” da scadenze troppo ravvicinate: in questo senso, il recente intervento del vicesegretario generale Fifa Zvonimir Boban (“bisogna consentire alle proprietà solide di investire soldi freschi nel calcio”) – è un bell’assist. Domani, verosimilmente, la delegazione rossonera chiederà informazioni sui possibili margini di manovra da qui a fine mese sul mercato. E magari si accennerà anche al bilancio “cinese” 2017-18, quello chiuso con 126 milioni di passivo, che la Uefa s’era riservata di valutare a parte.
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