Calcio

Non solo Simeone-Garcia La finale parla "italiano"

Lanciata verso un Mondiale che dovremo anche imparare a maneggiare, visto che il dolore dell’assenza ci ha tenuto fin qui distanti da tabelloni che – in altre edizioni – a quest’ora avevamo già compilato cento volte, la stagione del grande calcio internazionale si apre con le finali delle coppe. Questa settimana tocca al torneo cadetto, l’Europa League, che mercoledì a Lione celebra l’ultimo atto mettendo di fronte l’Atletico Madrid e il Marsiglia. Sabato 26 a Kiev, invece, Real Madrid e Liverpool si batteranno per portare a casa la Champions. Dal giorno successivo i club scompariranno per lasciare spazio alle nazionali.
europa league — Parliamo di Europa League allora, il torneo pop per eccellenza perché mischia il ricco e il povero, il nobile e il plebeo, il celebre e lo sconosciuto in un modo ogni anno diverso, ma sempre cult. I candidati di quest’anno sono l’Atletico, che nelle ultime quattro stagioni ha giocato due finali di Champions – e dunque fa parte dell’élite più ristretta del calcio europeo – e il Marsiglia, che la coppa con le grandi orecchie l’ha addirittura vinta. Ma essendo successo nel 1993, un po’ d’acqua sotto i ponti è passata. In campo vedremo, fra gli altri, un candidato al Pallone d’oro (Griezmann, metti che la Francia al Mondiale…), il duro più duro di tutti i bar dell’angiporto di Montevideo (Godin), il fidanzato di Pamela Anderson (Rami), l’uomo che voleva menare Conte (Diego Costa) e il sosia del chitarrista degli ZZ Top (Mitroglou, che assomiglia pure al bassista). Niente male, come insalata di talento calcistico e vite spericolate.
champions League — Nella coppa dei ricchi sfondati, la Champions, sono ormai rare le presenze “italiane” in finale: nel senso che o ci vai direttamente con la squadra (due volte nelle ultime quattro stagioni la Juve, la Roma quest’anno si è fermata a un’ottima semifinale), o devi cercarne le tracce con il luminol. A Kiev, per esempio, si batteranno Salah (Roma) contro Kovacic (Inter, e nel Real fa panchina). Niente di più, a parte un ormai lontano Zidane (Juve). A Lione, invece, andrà in scena una colossale rimpatriata tra gente cresciuta a spaghetti. Molto Milan da anni bui (Rami, Ocampos, Torres), Inter presente con Rolando (decisivo in semifinale), un pizzico di Sassuolo con Vrsaljko, una spruzzata di Fiorentina con Savic e soprattutto uno spettacolare derby Roma- Lazio tra le panchine, col giallorosso Rudi Garcia opposto al laziale (con venature interiste e pure catanesi) Diego Simeone. Non capiremo mai perché le squadre italiane fatichino così tanto in Europa League: dopo il dimagrimento degli ultimi 10 anni, è il torneo perfetto per la nostra taglia.
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