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Ora Rossi aiuterà Vinales? Meregalli: "No, mai pensato"

Tre settimane. È quasi lo stesso intervallo di tempo trascorso tra l’infortunio in enduro del 31 agosto e il ritorno ad Aragon, quello che separa Valentino Rossi al GP Giappone che aprirà la triplice trasferta in Asia e Oceania. “Avrò parecchi giorni per lavorare e a Motegi arriverò abbastanza in forma, forse non al massimo, ma in buone condizioni anche per affrontare 3 gare consecutive” ha detto a fine gara. Parole che hanno fatto sorridere chi le ascoltava dopo avergli visto portare a casa un 5° posto di grandissimo valore al termine di una gara dove non si è mai risparmiato. “Io non l’ho visto troppo stanco. C’era più delusione per la gomma che continua a degradarsi troppo presto” racconta Matteo Flamigni, il suo telemetrista. “Non so che percentuale dare, possiamo ipotizzare che fosse al 70% – si interroga invece Maio Meregalli, team manager Yamaha -? Di sicuro, dopo quanto fatto vedere nel fine settimana, ora il recupero andrà a manetta e anche se non al 100%, sarà lì vicino. Già a livello di resistenza Vale mi ha stupito, sinceramente non mi immaginavo che potesse tenere così fino alla fine. A questo punto in ottica Giappone ho meno dubbi su Vale che non sulla Yamaha”.
QUESTIONE DI GRIP — Motegi è attesa con parecchia trepidazione a Iwata, perché come per la Ducati, anche la Yamaha è chiamata a fermare Marc Marquez nella sua corsa al titolo. “Sarà questione di grip. Dove ce n’è tanto, come Le Mans o Assen, la nostra moto è sempre andata bene – sottolinea Flamigni -. Però la Honda ha fatto un passo avanti, Marc può permettersi di sbagliare”.
test — Per questo, considerando il ritardo di 28 punti che Maverick Viñales ha accumulato nei confronti del connazionale con 100 ancora in palio, il GP del Giappone rischia di diventare quasi un’ultima opportunità per restare aggrappati al Mondiale. “Una delle ultime, non penso l’ultima – puntualizza Meregalli -. In inverno Maverick è andato fortissimo nei test in Australia e Malesia, recuperare su Marquez non è facile, ma faremo di tutto per provarci. Se a Motegi l’aderenza dell’asfalto sarà come sempre in passato, saremo competitivi fino alla fine. Spero che tutti i km dei nostri collaudatori lì paghino. Anche per quello non avevamo designato Nakasuga come sostituto di Valentino ad Aragon, in questi giorni era a Motegi”. Recuperato Valentino, ma ormai fuori gioco dal Mondiale, vedremo un gioco di squadra Yamaha? “Non lo abbiamo mai fatto in passato e non lo abbiamo preso in considerazione ora – conclude Meregalli – Al massimo diremo a Valentino di non ostacolare troppo Maverick se servisse”.
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