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Perugia, niente da fare È finale Kazan-Civitanova

Kazan-Perugia 3-0 (25-22, 25-20, 25-20) — Come un anno fa e nelle due stagioni precedenti lo Zenit Kazan torna in finale di Champions per difendere quel titolo che detiene da tre anni consecutivi. Forse sarebbe più giusto dire che è Wilfredo Venero Leon che torna in finale di Champions perché anche questa volta contro Perugia (la sua prossima squadra, già battuta un anno fa in finale) il cubano che fra un anno giocherà come polacco (per matrimonio) è stato devastante. A iniziare dalla battuta: con 4 ace nel primo set (3 consecutivi) che hanno lanciato lo Zenit e tagliato le gambe a Perugia che in quel momento era riuscita a riequilibrare il primo parziale (16-16): poi troppo forte Leon per la squadra di Bernardi che ha provato a pescare in panchina, ma senza riuscire a trovare le mosse per fermare la squadra di Vladimir Alekno. Troppo lo svantaggio nel secondo set per cercare di chiudere la falla che è arrivata anche a 7 punti di differenza. Nel terzo Perugia riesce a stare più vicino nel punteggio, ma è Volvich (il centrale, con la sua battuta jump flot) che colpisce Berger e di fatto chiude il discorso semifinale in via definitiva. Perugia trova lo Zaksa di Gardini per il terzo posto: invece la corazzata Zenit va a casa del quinto successo (il primo nel 2008 sempre in questa città, contro il Piacenza al tiebreak), domani (ore 18 italiane) Civitanova cerca quel trionfo continentale che manca dal 2002. Per farcela deve fermare Kazan e soprattutto deve fermare Leon.
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