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Rimonta Italia, Cina battuta 1° posto, Final Six prenotate

italia-cina 3-1 (20-25, 26-24, 25-16, 25-20) — Che Italia! L’azzurro vola altissimo e stravince il girone di Sapporo piegando in 4 set le campionesse olimpiche di Rio. Grande prova corale delle azzurre di Mazzanti che con questa vittoria ipotecano anche un posto fra le prime sei del Mondiale anche se il secondo girone di Osaka sarà durissimo. Ma con questa Italia sognare.
botta e risposta — L’Italia parte bene con la consueta formazione (Pietrini è ancora out per un problema agli addominali) e la Cina va in difficoltà su una serie di battute di Paola Egonu che mettono in crisi non solo Zhu. Ci sono tre punti di vantaggio Italia, ma si tratta di un momento, la Cina prende il comando delle operazioni quando con tre muri consecutivi (1 su Bosetti e 2 su Egonu): è il break che taglia le gambe alle azzurre, mentre la battuta cinese continua a fare danni in campo italiano (al contrario di quella della squadra di Mazzanti) e la regista cinese, Ding, distribuisce al meglio per le sue altissime compagne. Per l’Italia non c’è modo di rientrare nel set. Comincia il secondo set come il primo con azzurre in evidenza e un break subito conquistato, ma l’Italia poi non riesce a tenere il ritmo di una scatenatissima Cina che non ha solo Zhu come terminale offensivo. Ma le azzurre non mollano e ritornano 12-12. L’Italia ha un cambio di passo: Malinov e Cambi (tenuta in campo per qualche scambio), puntano molto di più sulle centrali che dilagano (6 punti per la capitana, 5 per Danesi), la battuta azzurra fa male e un muro di Chirichella (al 3° set ball) pareggia i conti.
CAMBIO — L’Italia ci crede, mentre la Cina va in difficoltà. Jenny Lang Ping inizia a pescare dalla panchina: ma l’azzurro vola. La battuta italiana fa male e per la Cina (campione olimpica a Rio) è notte fonda (più di quella di Sapporo). Le azzurre non si rilassano mentre in difesa non cade un pallone e mentre soprattutto l’attacco di Sylla ed Egonu fa faville (alla fine 57% di squadra) è due a uno. La Cina reagisce, mette il naso davanti, ma queste donne azzurre hanno sprint e cuore e volano in testa con tre muri tre di Lucia Bosetti. E’ la freccia che va sognare l’azzurro.
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