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Sfida Bernardi-Velasco In Perugia-Modena di fronte la storia d’Italia

Lorenzo Bernardi contro Julio Velasco. E tutto un mondo di storia della pallavolo si apre, dalla Generazione di Fenomeni in poi. Mister Secolo contro il c.t. che ha cambiato la storia dell’Italia. E non è neanche la prima volta. Ai Giochi del Mediterraneo 2009, la finale era Italia-Spagna. Sulla panchina azzurra c’era Lorenzo, su quella spagnola Julio. Vinse l’azzurro (in cui giocava già Zaytsev). Domenica è un’altra storia: è Perugia contro Modena, entrambe imbattute. Una prova di forza che non cancella la storia.
“È una grandissima emozione – racconta Bernardi, 50 anni tondi e una stagione con Perugia già alle spalle in cui ha vinto tutto in Italia -. Julio mi ha dato tanto come giocatore e gli sarò sempre grato di tutto quello che mi ha insegnato e che è rimasto nel mio patrimonio oltre la carriera di giocatore, e per la fiducia che mi ha sempre dimostrato”.
Di quella prima generazione che vinse il Mondiale del 1990 quasi tutti sono diventati allenatori. Un caso?
“La grande forza di quella squadra secondo me era la capacità di applicare tutti concetti teorici che ci venivano passati in azioni pratiche. Eravamo in un certo senso allenatori di noi stessi, capaci di adattarci a quello che succedeva in campo. Non so se è un caso ma non era una squadra normale. Non eravamo semplici esecutori ma facevamo nostre le indicazioni che venivano date in allenamento per rielaborarle”.
Cosa le ha dato di più Velasco?
“Più che la parte tecnica, la capacità dal punto di vista mentale di lavorare per raggiungere determinati obiettivi.Il modo in cui ha impostato questo lavoro da giocatore. Poi è ovvio che ci devi mettere del tuo. È come avere una traccia per un tema. Poi il tema lo svolgi tu e lo rendi da 6, da 8 o da 10, ma l’impostazione iniziale e i punti di riferimento che hai sono importanti”.
Perugia-Modena, imbattute dopo sei giornate.
“So che per Perugia questa è ‘la sfida’, ma non è così. Dobbiamo affrontarla con serenità, siamo solo alla settima giornata di campionato, non c’è bisogno di dare pressioni che non ci sono. È una squadra che molti hanno sottovalutato a inizio anno. Ma Velasco è uno che ha sempre ottenuto il massimo. Anche negli ultimi anni, pur non avendo vinto tantissimo, ha ottenuto risultati importanti con squadre non di prima fascia, vedi l’Iran. E lo sta facendo con Modena. È una squadra che non molla. Noi dobbiamo affrontarla dal punto di vista tecnico-tattico che stiamo preparando senza pensare al passato”.
Dopo la Supercoppa ha definito Perugia un “malato”. Sembra si sia ripresa bene.
“Sì ovviamente con tutto il rispetto per le malattie vere. Era un paragone un po’ forte per rendere l’idea. Stiamo migliorando, abbiamo fatti passi avanti con qualche passaggio a vuoto, vedi il primo set con Siena o quello a Vibo. Ma è normale che ci siano, sarebbe strano il contrario. Non c’è una bacchetta magica, va fatto un percorso che prevede anche momenti in cui si fanno passi indietro. Abbiamo grandi margini di miglioramento ma ora sappiamo anche quali sono i nostri punti forti”.
Con Modena arriva anche Ivan Zaytsev tornato opposto.
“Con Ivan ho fatto un percorso importante di cui sono molto orgoglioso. Molti dicevano che Ivan schiacciatore era una scommessa persa: beh abbiamo fatto il triplete con questa scommessa persa. Poi lui voleva tornare a fare l’opposto e lo sapevo. Ma come tutti i grandi giocatori, si è sempre messo al servizio della squadra”.
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