Calcio

Tardelli e il derby d'Italia "Se l'Inter perde è dramma CR7 grande professionista"

“Tutto o niente” s’intitola la sua autobiografia di calciatore pensante e di “tuttocampista” ben prima che nascesse l’espressione moderna. E “tutto o niente” è anche quello che aspetta l’Inter contro la Juve: “Ultima spiaggia per lo scudetto. Se perde è un dramma, è finita, anche se può sperare sempre in un posto Champions. Un pari sarebbe moralmente un buon risultato, ma addio scudetto”. Marco Tardelli è anche un doppio ex. Una vita nella grande Juve di Trap, vincendo tutto, e poi due stagioni nell’Inter, meno esaltanti ma senza rimpianti: “Mai avuti nella mia vita. Potrei anche dire che è stato un errore cambiare, l’ho voluto io, Boniperti chiedeva che restassi. Ma nessun rimpianto”.
Inter a -12 a dicembre. Se l’aspettava? Colpa dell’Inter o merito della Juve?
“La Juve ha fatto più di quel che doveva. Escluso il Psg, che gioca un non campionato, nessuno ha il suo ruolino in Europa. L’Inter all’inizio ha perso qualcosa. Poi Spalletti ha trovato la quadra con Brozovic, ha riscoperto Joao Mario. Manca continuità, ma ha una buona squadra”.
Buona, ma…
“Ma non può competere con la Juve. Ancelotti ha grande esperienza internazionale, una squadra più forte, bel gioco. Ma la Juve è lontana. E Spalletti non ha la rosa del Napoli”.
L’anti-Juve?
“Potrebbe esserlo il Napoli, ma è la Juve stessa”.
Quanto c’è di Ronaldo in questa nuova Juve?
“Avevo qualche dubbio, inserirsi non è mai facile, e all’inizio qualche problema c’è stato. Bravo Allegri e brava la squadra a capire cosa avrebbe dato. E bravo lui a comportarsi da grande professionista qual è. Gli altri lo vedono, se uno è così”.
Tutto bello, tutto perfetto, Mandzukic tornato al gol, Bentancur al decollo, ma Dybala sta un po’ soffrendo…
“La sensazione è che non trovi ancora la sua identità. Non dico si stia deprimendo, ma deve capire che il nuovo ruolo può essere la svolta. Può diventare un altro tuttocampista che però ha bisogno di libertà totale e di una mediana che corra per lui. Non gli manca fisicità: non può gestire un reparto, ma sa gestire benissimo la palla. Può diventare una soluzione alla Isco”.
Da mezzala a mezzala: Bentancur com’è?
“Passi da gigante. Una grande mezzala non difensiva che ha tecnica, fisico, sa andare dentro e può crescere tantissimo”.
A proposito di crescita: alla Juve si diventa spesso più forti, chi la lascia non sempre si conferma…
“Ti abitua allo stress e alla disciplina”.
Anche Allegri non era certo questo Allegri.
“No, era così, ma il club lo ha cambiato, gli ha dato fiducia totale. Lui è migliorato, ma il sostegno quando ha mandato gente in panchina o tribuna è stato fondamentale. Finché è il tuo tecnico, devi essere al cento per cento con lui. La Juve l’ha fatto”.
Nainggolan, il più grande acquisto dell’Inter, ha qualche problema. Ma di una gestione personale non sempre inappuntabile si sapeva…
“Mentre la Juve per lo stesso motivo vende Vidal… Nainggolan è un ottimo giocatore, più che altro ha avuto infortuni. Passare da Roma a Milano è sempre difficile, devi stare più attento…”
Brozovic è una bella soluzione.
“Bella idea di Spalletti, ma pur sempre un piano B rispetto a Modric”.
Farebbe giocare di più Martinez?
“Dopo quel che ha detto il papà, non lo farei giocare più… Scherzo, ma sto con Spalletti. Il ragazzo non c’entra niente con il padre, ma ora deve parlargli. E lui è un professionista: non può pretendere di giocare”.
Ai suoi tempi i padri difendevano così i figli?
“Mio padre no, non ha mai capito cosa fosse il calcio. Neanche mia madre. Non c’erano i social: o protestavi per strada oppure telefonavi a casa… Ora tutti si divertono a dire cazzate”.
Che partita sarà? La Juve può permettersi di aspettare.
“Non fa di questi calcoli, gioca sempre per vincere, ma potrebbe permettersi un atteggiamento più rilassato, d’attesa dell’Inter”.
Magari senza occupare la mediana, ma in ripartenza, avrà più spazi. Vince sempre ma con risultati striminziti.
“Vorrei sempre vincere 2-0 sbagliando tanti gol. Per l’Inter sarà più difficile gestirsi, pensando anche alla Champions”.
Poco dopo, Inter-Psv e Barça-Tottenham. Come finisce?
“Che l’Inter va agli ottavi. Non ho dubbi. È stata brava ad arrivare qui in una situazione favorevole. Il Barça è più forte del Tottenham e lei del Psv. Non ringrazi Messi ma se stessa”.
Ha la dimensione da Champions?
“No, ma a febbraio sì, se arriva Modric. Ne ha bisogno”.
Cosa succede a Perisic?
“Non è Modric, anche se finisce anche lui per “ic”, ma in una stagione capita un momento negativo. E dopo il Mondiale si soffre: preparazione diversa, stanchezza. Successe anche a me”.
Si può dire che è l’anno della Champions per la Juve?
“Io lo dico dall’anno scorso. C’è CR7, ma gli altri hanno già esperienza e dimensione da successo. Sembrano i più forti, ma a maggio è diverso. Vedremo anche con la Var”.
Finalmente.
“A patto che non sia come in Italia. Premetto: io sono contro, per me c’è l’arbitro e basta. Ma, una volta che la metti, non possono esserci Roma-Inter. L’arbitro può non aver visto, ma il Var deve obbligarlo a vedere, dirgli che ha sbagliato. Rispetto al Mondiale, in Italia non si fa squadra. L’arbitro non può offendersi se gli segnalano un errore, sia contento. E c’è un problema culturale”.
Quale?
“In Italia si vive la Var da tifoso, e quindi la polemica continua, In Inghilterra si accetta la decisione. Come gli inglesi, penso che l’arbitro sia in buona fede e sbagli come un attaccante”.
Mai avuta in campo la sensazione di arbitri in mala fede?
“Qualche volta solo la sensazione che fossero poco logici”.
Sarà cattiva ed esasperata come sempre Inter-Juve?
“Storicamente è così. E non c’entra Calciopoli, finiamola. Da sempre Juve-Inter hanno più rivalità, per dire, di Juve-Milan”.
Risultato?
“Un pari”
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