Calcio

Tonali primo 2000 in azzurro Grifo, non emulare Caligiuri

Lo “straniero”, il giovane e la sorpresa. Nelle convocazioni di Roberto Mancini per la gara di Nations League con il Portogallo e l’amichevole con gli Stati Uniti, ci sono tre sorprese: Grifo, Tonali e Sensi.
lo “straniero” — Vincenzo Grifo è nato a Pforzheim da genitori siciliani nel 1993. In Germania è cresciuto anche come calciatore, girovagando tra Karlsruhe, Hoffenheim, Dinamo Dresda, Francoforte, Friburgo, Borussia Moenchengladbach e di nuovo Hoffenheim. Centrocampista offensivo, si adatta da trequartista o sulle ali. Benché sia tedesco di nascita, ha da subito abbracciato l’Italia come sua nazione calcistica, giocando con l’Under 20. Oggi la chiamata di Mancini, con la speranza di debuttare in azzurro. Nel 2015 l’allora c.t. Conte convocò un altro italo-tedesco, Caligiuri, senza però poi impiegarlo. Grifo spera in una sorte migliore, anche perché arriva in un buon momento di forma: nell’ultima giornata in Bundesliga è stato protagonista assoluto del successo del suo Hoffenheim in casa del Bayer Leverkusen, trovando il primo gol stagionale e fornendo ben due assist ai compagni. La sua specialità? Punizioni e calci d’angolo.
il giovane — Classe 2000, Sandro Tonali sarà il primo “millennial” nella Nazionale azzurra. Centrocampista centrale, ancora 17enne si è preso il posto da titolare nel Brescia, emergendo come uno dei più forti dell’intera Serie B nel suo ruolo. Pur non avendo mai giocato una partita in Serie A, Tonali è già oggetto del desiderio dei grandi club: la sua dimestichezza palla al piede, il taglio di capelli e la maglia delle Rondinelle ha portato al facile paragone con Andrea Pirlo. In realtà Tonali è un regista meno tecnico del suo predecessore, ma forse più moderno e duttile. La scorsa estate è stato uno dei protagonisti del secondo posto dell’Under 19 all’Europeo in Finlandia. Da lì il grande salto nella Nazionale “A”, con la speranza di non bruciare le tappe troppo in fretta. Anche se, come Pirlo, il ragazzo ha la testa sulle spalle, in barba ai 18 anni sulla carta d’identità.
la novità — Sino al 2015 in pochi avevano sentito parlare di Stefano Sensi. A cambiare la carriera del centrocampista di Urbino, fu il passaggio dal San Marino al Cesena. Allora Sensi aveva 20 anni e forse nemmeno lui si sarebbe potuto aspettare di esplodere così all’improvviso in Serie B. Un campionato super e gli occhi delle big addosso, Juventus in prima fila. Sensi però ha voluto procedere per gradi, accettando la corte del Sassuolo per il suo primo salto in Serie A. Qualche naturale difficoltà nelle prime due stagioni in neroverde, ma ora con De Zerbi ci si aspetta la definitiva maturazione. Il primo ad attenderselo deve essere proprio Roberto Mancini, che lo ha chiamato in Nazionale, nonostante non giochi con regolarità al Sassuolo. Chissà che l’aria azzurra non gli faccia bene…
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