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Trento ferma Perugia Civitanova già in finale

tRENTO-PERUGIA 3-0 (25-22, 26-24, 25-23) — Trento non fa sconti. Vince gara-4 in maniera netta e allunga la serie di semifinale a gara-5. Stesso epilogo della passata stagione quando il fattore campo sorrise ai trentini. Ma quest’anno sul 2-2 la gara decisiva si giocherà a Perugia. Con gli umbri che dovranno ritrovare il miglior Atanasijevic, oggi spento, mentre la Diatec ci arriva con un Vettori positivo e un Giannelli in versione Olimpiade. E’ tutta un’altra Trento rispetto a quella vista mercoledì in Champions League contro Civitanova. Giannelli spinge il più possibile con Lanza e Kovacevic ma è soprattutto il muro a regalare gioie alla squadra di Lorenzetti (4 nel set) permettendo alla squadra di Kovacevic di allungare fino al 16-13. Atanasijevic, dopo aver subito un paio di murate, manda fuori il 20-17 e viene richiamato per Berger – con Zaytsev – portato ad attaccare da opposto. La Sir risale fino al 21-22 ma il finale di parziale è tutto per Hoag (che ha rilevato Vettori): due suoi attacchi e un ace di Kovacevic mettono il sigillo al parziale. Nel 2° set la sinfonia non cambia con la Diatec che finalmente trova anche la continuità di Vettori ma soprattutto continua a vivere dell’illuminante regia di Giannelli – oltre a tante difese spettacolari e alla notevole presenza a muro -. Bernardi richiama Atanasijevic e Russell e si gioca le carte Andric e Berger ma Trento ha l’occhio vispo di chi pregusta gara-5 e allunga fino al 20-17. Sul 24-22 Perugia annulla due set point con Zaytsev e Berger ma il finale di parziale è tutta farina di Luca Vettori con due attacchi pesanti che permettono a Trento di vedere lo striscione d’arrivo. Nel 3° set Bernardi tiene fuori Atanasijevic per Berger con Zaytsev da opposto. Perugia arriva a condurre fino al 16-14 poi subisce la rimonta trentina con Vettori. Giannelli con un ace si procura tre match point che la Diatec sfrutta al terzo tentativo. Si va a gara-5 per decidere la finalista scudetto. (dal nostro inviato Davide Romani)

Modena-Civitanova 1-3 (19-25, 25-19, 20-25, 28-30) — Civitanova si prende la sesta finale scudetto della sua storia (fino ad ora ha solo successi!). Non sente la fatica, né il surplus di partite, ma spinge sull’acceleratore e chiude i conti con una Modena che reagisce soltanto a tratti come nel secondo e sul finire di quarto set, ma che forse gioca la peggior gara della serie di semifinale, comunque troppo poco per mettere in crisi questa Lube. La curva di Modena fischia Juantorena, retaggio di una ruggine antica, ma la Lube non si fa condizionare dal tutto esaurito modenese. Micah Christianson pennella (si dice che se Bruno parte sia lui l’erede) e Civitanova si tiene un break (15-11). Modena si incarta, non riesce tenere il ritmo indiavolato della Lube e soprattutto Ngapeth non pare in una delle sue serate “magic”, così gli uomini di Medei dilagano. Ma nei playoff basta un attimo per cambiare la prospettiva: Modena parte alla grande nel secondo set, con una battuta che obbliga Civitanova a soffrire, Bruno inventa e anche Ngapeth mette qualche lampo, l’Azimut vola (15-9). Civitanova prova a rientrare, ma non c’è storia. Pareggio. Tutta un’altra gara nel terzo set con Civitanova che riprende a fare gioco, ogni pallone è una bolgia e Modena che non molla (16-16). Ma le battute Lube poi fanno la differenza (serie di Cester) e Civitanova scava il solco (21-17). Il set non si riapre. Non c’è resurrezione nel quarto set per Modena che vedersi chiudere in casa una stagione molto travagliata: quella di stasera potrebbe l’essere l’ultima partita in gialloblù sia per Ngapeth che per Bruno e forse per altri (titolari) della squadra di Stoytchev. Il set si anima d’improvviso quando Ngapeth lancia due missili che avvicinano Civitanova (21-23), poi è Mazzone che chiude il gap. E il set arriva ai vantaggi e lì la Lube tira fuori ancora qualcosa in più. (Dal nostro inviato Gian Luca Pasini)
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